Via il personale dalle ambasciate: crescono i timori di un attacco USA

Segnali preoccupanti arrivano da Washington, che invita il personale diplomatico a rientrare in patria. Dopo il flop dei colloqui, anche Francia, Cina, Gran Bretagna e Australia richiamano il loro personale.
WASHINGTON/TEHERAN - C'è aria di guerra. Dopo Cina, Australia, Stati Uniti, Francia, anche il governo britannico ritira i suoi diplomatici dall'Iran. Il governo britannico ha annunciato infatti «il ritiro temporaneo» del suo personale dall'Iran, «per ragioni precauzionali legate alle tensioni fra Teheran e Washington».
A causa della situazione attuale - si legge in una nota del Foreign Office - «abbiamo messo in atto la misura precauzionale di un ritiro temporaneo del personale del Regno Unito dall'Iran. La nostra ambasciata continua a operare da remoto»
Il timore di un attacco americano all'Iran cresce. Anche nei Paesi dell'area che potrebbero essere interessati dal conflitto e diventare dei bersagli, come ad esempio Israele. La mail con cui ad esempio l’ambasciatore americano a Tel Aviv Mike Huckabee invita lo staff a lasciare il Paese è qualcosa di più un gesto precauzionale. «Chi desidera lasciare il paese deve farlo oggi» è il messaggio rilanciato dai media americani.
Da Washington infatti era arrivata la comunicazione con cui si consigliava «la partenza del personale diplomatico non di emergenza e dei familiari dei funzionari governativi dalla missione diplomatica in Israele».



