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«Colpire Mosca e San Pietroburgo? Era una domanda non un'esortazione»

La Casa Bianca, tramite la sua portavoce Karoline Leavitt, getta acqua sul fuoco e smentisce il Financial Times: «Dichiarazioni prese fuori dal contesto»
Foto AFP
Fonte ATS/BLOOMBERG
«Colpire Mosca e San Pietroburgo? Era una domanda non un'esortazione»
La Casa Bianca, tramite la sua portavoce Karoline Leavitt, getta acqua sul fuoco e smentisce il Financial Times: «Dichiarazioni prese fuori dal contesto»
WASHINGTON - Il Financial Times ha interpretato male i commenti di Donald Trump a Volodymyr Zelensky: le sue dichiarazioni sono state prese fuori dal contesto.Sarebbe questa la presa di posizione della Casa Bianca - affidata alla portavoce Karoline L...

WASHINGTON - Il Financial Times ha interpretato male i commenti di Donald Trump a Volodymyr Zelensky: le sue dichiarazioni sono state prese fuori dal contesto.

Sarebbe questa la presa di posizione della Casa Bianca - affidata alla portavoce Karoline Leavitt - che cercherebbe di smorzare le parole di fuoco del presidente americano che - secondo il quotidiano economico-finanziario britannico - avrebbe chiesto a Zelensky se fosse stato in grado di bombardare Mosca e San Pietroburgo.

«Il presidente Trump stava semplicemente ponendo una domanda, non incoraggiando ulteriori morti» avrebbe aggiunto la portavoce.

I dubbi e lo scetticismo che regnano attorno alle dichiarazioni attribuite al presidente americano, sono esplicitate in un articolo di opinione apparso sull'agenzia di stampa internazionale Bloomberg.

«La Casa Bianca afferma che Trump stava “solo facendo una domanda, non incoraggiando ulteriori uccisioni”- scrive Bloomberg - non conoscendo l'identità o la nazionalità dei funzionari senza nome citati nell'articolo del Financial Times, è difficile giudicare le motivazioni della fuga di notizie o il motivo per cui il Presidente degli Stati Uniti potrebbe fare una domanda del genere». Ma dato che durante il suo primo mandato - prosegue - «si era già vantato di aver minacciato di “bombardare Mosca” se Putin avesse attaccato l'Ucraina, non si può escludere a priori che facesse sul serio».

Il mistero sull'interpretazione giusta da dare alle parole del capo della Casa Bianca resta e si infittisce sempre di più con il passare delle ore: da Mosca per ora Putin continua a rimanere in silenzio. Per lui ha parlato Lavrov, ma solo in merito all'ultimatum lanciato dalla Casa Bianca: «Abbiamo già sentito di tutto: 24 ore, 100 giorni. Vogliamo capire cosa muove davvero il presidente degli Stati Uniti», ha dichiarato Lavrov nel corso di una conferenza stampa.

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