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«Facebook e Instagram come un mercato per i pedofili»

Lo stato del New Mexico ha presentato una causa civile contro Meta, accusandola di consigliare contenuti sessuali a utenti minorenni
Depositphotos (HayDmitriy)
Fonte ats
«Facebook e Instagram come un mercato per i pedofili»
Lo stato del New Mexico ha presentato una causa civile contro Meta, accusandola di consigliare contenuti sessuali a utenti minorenni
Facebook e Instagram consigliano contenuti sessuali a utenti minorenni e promuovono account di minori a presunti pedofili. L'accusa arriva dallo stato del New Mexico e punta il dito contro la società madre dei social, Meta Platforms, e il suo Ceo Ma...

Facebook e Instagram consigliano contenuti sessuali a utenti minorenni e promuovono account di minori a presunti pedofili. L'accusa arriva dallo stato del New Mexico e punta il dito contro la società madre dei social, Meta Platforms, e il suo Ceo Mark Zuckerberg.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la causa civile presentata ieri al tribunale statale sostiene che «Meta ha permesso a Facebook e Instagram di diventare un mercato per i pedofili». Inoltre afferma che Meta non è riuscita ad attuare le protezioni contro l'utilizzo da parte di utenti di età inferiore ai 13 anni e ha preso di mira le vulnerabilità dei bambini legate all'età per aumentare i propri introiti pubblicitari.

La causa afferma che l'amministratore delegato Mark Zuckerberg è personalmente responsabile delle decisioni sui prodotti che hanno aggravato i rischi per i bambini sulle piattaforme di Meta.

L'ufficio del procuratore generale del New Mexico ha intentato il procedimento dopo aver condotto un'indagine che includeva la creazione di account di prova su Instagram e Facebook e aver notato che gli algoritmi di Meta consigliavano contenuti di natura sessuale a quegli account e che erano inondati di messaggi espliciti e proposte sessuali da parte di altri utenti.

Cinque mesi fa, Meta ha creato una task force per la sicurezza dei bambini a seguito di un'indagine del Wsj che ha rilevato una rete di account pedofili su Instagram. Ma quando il quotidiano ha eseguito dei test per vedere se e come il problema veniva risolto, ha scoperto che l'azienda stava faticando a rimuovere gli account problematici dalle sue piattaforme.

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