Keystone
Stella Kyriakides
UNIONE EUROPEA
26.01.2021 - 14:170

AstraZeneca in affanno con le dosi, e l'UE minaccia lo stop all'export di vaccini

Bruxelles ai ferri corti con la farmaceutica (e sotto pressione) pensa a un blocco, che potrebbe valere anche per Pfizer

BRUXELLES - C'è carenza di vaccini, e l'Unione Europea non nasconde la sua insoddisfazione soprattutto nei confronti di AstraZeneca che rischia di consegnare solo la metà dell'ordine previsto (di 100 milioni di dosi) in questo primo quadrimestre del 2020. L'UE, dal canto suo, si era fatta avanti con un'offerta d'acquisto con largo anticipo.

Un'eventualità, quella della mancanza decine di milioni di dosi, che l'UE reputa «inaccettabile», scrive il Guardian, parlando di un'accesissima telefonata fra Ursula von der Leyen e il boss della farmaceutica Pascal Soriot avvenuta questo lunedì. 

«Imprevisti nella catena di produzione possono capitare, ma ci aspettiamo che siano risolti», conferma un portavoce della presidente della Commissione Europea, «l'Unione ha investito in maniera importante nel progetto sin dall'inizio e anche in vista dell'approvazione». 

Attualmente, lo ricordiamo, il vaccino di AstraZeneca - nel quale l'UE ha investito 2.7 miliardi di euro - non è ancora stato vidimato dall'Agenzia europea per i medicinali EMA.

Una frustrazione, quella di von Der Leyen, che non è affatto isolata ed è condivisa dalla commissaria alla Salute Stella Kyriakides: «i colloqui con AstraZeneca oggi sono stati largamente insoddisfacenti per la poca chiarezza e la mancanza di spiegazioni», ha twittato, «gli Stati sono uniti: l'azienda ha l'obbligo contrattuale, e sociale, di mantenere quanto promesso».

La questione ritornerà sul tavolo dell'UE mercoledì, ma intanto si ipotizzano diversi scenari, fra questi ce è anche quello del blocco dell'export dei vaccini prodotti su suolo europeo, compreso quello di Pfizer. Qualsiasi ordine destinato a lasciare i confini unitari, infatti, dovrà essere comunicato a Bruxelles.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, l'UE è sotto pressione per la relativa lentezza del suo svolgimento. Paesi come Stati Uniti, e soprattutto Regno Unito hanno da subito messo sul territorio una quantità molto più importante di dosi.

Londra, per esempio, ha già somministrato 10 dosi ogni 100 abitanti mentre l'Unione - stando all'agenzia di ricerca scientifica Airfinity - poco meno di 2 dosi ogni 100 abitanti.

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