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SVEZIA
08.05.2018 - 17:060

Gonorrea altamente resistente: i primi tre casi al mondo

Il rischio è che la patologia diventi incurabile. La gonorrea è la seconda malattia a trasmissione sessuale più diffusa in Europa

SOLNA - Tra febbraio e marzo 2018 sono stati segnalati in Europa e in Australia i primi tre casi di gonorrea altamente resistente agli antibiotici. Risultano inefficaci non solo quelli di prima linea quali l'azitromicina e il ceftriaxone (che vengono somministrati insieme secondo le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità), ma anche altri antibiotici importanti. A segnarlo è il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) con sede a Solna, in Svezia.

Il rischio, sottolinea l'Ecdc, è che la gonorrea diventi una malattia incurabile, in assenza di valide alternative alla terapia combinata con azitromicina e ceftriaxone, di un vaccino e di una capacità di sorveglianza adeguata in diversi paesi.

I casi segnalati, uno nel Regno Unito e due in Australia, sono i primi tre a livello globale con questo tipo di resistenza e non sono epidemiologicamente collegati tra loro, anche se si pensa che due delle tre persone colpite (una del Regno Unito e una australiana) siano state contagiate nel Sud-est asiatico.

Tra il 2008 e 2013 il 25,5% dei casi di gonorrea segnalati in Europa sono stati presi all'estero, principalmente in Thailandia (31%), Filippine (8%) e Spagna (7%).

Con più di 75mila casi riportati nel 2016, la gonorrea è la seconda malattia a trasmissione sessuale più diffusa in Europa. Negli ultimi decenni si sono sviluppati diversi casi di resistenza. Anche il più piccolo cambiamento nella resistenza ai farmaci può avere un vasto impatto, rileva l'Ecdc, e casi come questi registrati ora possono avere delle conseguenze ancora più gravi.

Perché la gonorrea continui ad essere una malattia curabile, è necessario agire con interventi di prevenzione, promuovendo l'educazione e l'uso dei preservativi, identificando e gestendo in modo efficace i malati con una diagnosi tempestiva e dando la terapia raccomandata, e ricordando ai pazienti di avvisare i propri partner perchè si sottopongano a test ed eventuali cure.
 
 

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