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CONFINE: I fantasmi del passato
5 comaschi a processo per detenzione e spendita di dollari falsi. Torna alla ribalta la vicenda che portò nel ’92 all’arresto di Raffaele Donadini, Francesco Cappelletti, Giovanni Minetti e Franco Pozzi rimasti a lungo chiusi nell’ex fortezza del K.G.B. di Lefortovo. Pozzi è detenuto attualmente a Lugano per il tentato omicidio di Gentilino

Foto Ti-Press
CONFINE: I fantasmi del passato
5 comaschi a processo per detenzione e spendita di dollari falsi. Torna alla ribalta la vicenda che portò nel ’92 all’arresto di Raffaele Donadini, Francesco Cappelletti, Giovanni Minetti e Franco Pozzi rimasti a lungo chiusi nell’ex fortezza del K.G.B. di Lefortovo. Pozzi è detenuto attualmente a Lugano per il tentato omicidio di Gentilino
COMO -
A tanti anni di distanza a fine mese si tornerà a parlare in un’aula di Tribunale della mai ben chiarita vicenda che portò quattro comaschi nelle carceri moscovite dopo essere state trovate in possesso di un mili...
COMO - A tanti anni di distanza a fine mese si tornerà a parlare in un’aula di Tribunale della mai ben chiarita vicenda che portò quattro comaschi nelle carceri moscovite dopo essere state trovate in possesso di un milione di dollari falsi. E proprio con l’accusa di detenzione e spendita di dollari “patacca” dovranno comparire davanti ai Giudici di Milano il prossimo 24 ottobre Raffaele Donadini, 45enne di Como; Francesco Cappelletti, 48enne pure residente in città; Giovanni Minetti, 36enne di Ronago; Franco Pozzi, 50enne di Como e a Enrico Galli di Uggiate Trevano. Quest’ultimo detenuto in Svizzera dopo una condanna a sei anni di galera inflitti dai Giudici di Lugano per il tentato omicidio Ferdinando Perrella, boss del contrabbando di sigarette, dal quale aveva ricevuto un'ingente somma da gestire. Il tentato omicidio si era verificato a Gentilino, vicino a Lugano. Il giovane di Uggiate Trevano aveva assoldato due killer per eliminare Perrella che era stato colpito alla testa con una griglia da barbecue. E a Milano tutti verranno processati quel giorno proprio per quel milione e 50.000 dollari fasulli sequestrati nel dicembre del ’92 e che costò ai primi quattro un lungo periodo di carcerazione nella fortezza che fu dell’ex K.G.B. di Lefortovo e la cui liberazione è avvenuta in modi sempre rimasti oscuri. Una vicenda, che si ricorderà, coinvolse in tempi successivi l’ex Magistrato comasco Romano Dolce accusato, ma anche uscito “illeso” dall’inchiesta su questo aspetto, di aver preteso cospicue somme di denaro per far loro ottenere la scarcerazione. Drammatica al proposito fu la deposizione dei famigliari di Donadini e Pozzi durante il processo contro Dolce a Brescia al termine del quale l’ex toga lariana è stato condannato per altri reati legati all’accusa di essersi inventato clamorose inchieste per far carriera ma prosciolto in sede preliminare dalle accuse legate alla voicende dei dollari patacca: le famiglie Donadini e Pozzi dissero di aver pagato 350 milioni al presunto 007 Aldo Anghessa con casa a Brunate e villa a Molina di Faggeto proprio per ottenere la liberazione dei congiunti che non giungeva mai. Ora ad accusarli è il P.M. milanese Daniela Luisa Borgonovo. I dollari erano stati presi in consegna da Galli a Milano. I soldi, da quanto emerse dal processo sarebbero poi finiti a Chiasso.
di Bob Decker
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