Addio 'Professore' Fignon

Addio Professore. A soli 50 anni il cancro si è portato via Laurent Fignon che si era guadagnato quel soprannome per gli occhialini che indossava sempre, anche in corsa.
Nato a Parigi il 12 agosto 1960, Fignon è stato l'ultimo corridore francese a vincere una grande corsa a tappe, il Giro d'Italia del 1989. L'ultimo esponente di una scuola, quella transalpina che, dopo Bobet, Anquetil, Hinault, Thevenet, non è riuscita più a produrre un campioni in grado di vincere il Tour de France, impresa che a Fignon riuscì due volte, assai giovane, nel 1983 e nel 1984.
Ma oltre che per le sue vittorie, Fignon, è passato alla storia per le sue sconfitte, anch'esse clamorose perché in extremis e per pochi secondi. Perse il Giro del 1984 nell'ultima cronometro, a Verona, contro Francesco Moser che - per l'occasione - fu il primo a utilizzare su strada le ruote lenticolari.
Un'altra innovazione tecnologica, il manubrio da triathlon, gli costò il Tour de France 1989. Per soli 8", il distacco minimo tra il primo e il secondo dell'intera storia del Tour, cedette la maglia gialla all'americano Greg Lemond nell'ultima cronometro, da Versailles a Parigi. Il momento più crudele della sua carriera.
Ma è quella contro un tumore allo stomaco la sconfitta peggiore, l'ultima, di un combattente nato, di un campione amato, che ha vinto meno - forse - di quanto avrebbe meritato. Un titolo mondiale non avrebbe sfigurato tra i suoi trionfi. Aveva confessato la sua malattia nell'autobiografia, intitolata "Eravamo giovani e spensierati". Anche a noi piace ricordarlo così giovane e spensierato. Addio Professore.




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