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LUGANONel segno dei quartetti

12.01.24 - 06:30
Tre concerti nell'arco dell'intero fine settimana, tutti al Teatrostudio del Lac nell'ambito di LuganoMusica
LUGANOMUSICA
Nel segno dei quartetti
Tre concerti nell'arco dell'intero fine settimana, tutti al Teatrostudio del Lac nell'ambito di LuganoMusica

LUGANO - Si parte venerdì 12 gennaio alle 20.30 con il Cuarteto Casals e la sua «caratteristica firma sonora». Un impasto timbrico unico nel suo genere - maturato sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1997 presso la Escuela Reina Sofia di Madrid. Il quartetto, tra i più richiesti al mondo, si cimenterà a Lugano in estratti da L’arte della fuga, BWV 1080 di Johann Sebastian Bach, nelle Reflections on the Theme B-A-C-H per quartetto d’archi di Sofija Gubajdulina e nel Quartetto per archi n. 9 in do maggiore, op. 59 n. 3 Razumowsky di Ludwig van Beethoven.

Si prosegue sabato 13 sempre alle 20.30 con il Quartetto Karol Szymanowski. Alla base della straordinaria comune comprensione della musica che unisce dal 1995 i suoi membri c’è un accorato impegno per la musica polacca e per il compositore dal quale il quartetto prende il nome. Quasi 30 anni dopo la fondazione, la libertà espressiva della sua musica esercita ancora un forte potere d’attrazione e sprona il quartetto a una ricerca incessante delle proprie radici polacche e ucraine. In programma il Quartetto per archi n. 4 di Krzysztof Penderecki; il Langsamer Satz per quartetto d’archi, WoO 6 di Anton Webern; il Quartetto per archi n. 1, op. 37 di Karol Szymanowski e il Quartetto per archi n. 6 in fa minore, op. 80 di Felix Mendelssohn.

Atto conclusivo del weekend, l'esibizione del Quatour Ebène domenica 14 alle 17. Franz Joseph Haydn con il Quartetto per archi in sol minore, op. 20 n. 3, Béla Bartók con il Quartetto per archi n. 3, SZ 85 e Franz Schubert con il Quartetto per archi n. 15 in sol maggiore, D 887: questa la proposta al pubblico luganese di Pierre Colombet, Gabriel Le Magadure (violini), Marie Chilemme (viola) e Raphaël Merlin (violoncello). «Un quartetto d'archi che può facilmente trasformarsi in un complesso jazz», come scrive di loro il New York Times.

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