Un'intelligenza artificiale pubblica da gestire in casa

Una mozione propone una piattaforma nazionale di IA per migliorare servizi pubblici e autonomia dei dati.
BELLINZONA - Un’intelligenza artificiale pubblica, sviluppata e gestita in Svizzera, al servizio di Cantoni, Comuni e cittadini. È questo l’obiettivo della mozione presentata il 22 aprile 2026 da Alessandro Corti, cofirmata da Paolo Caroni, Simona Genini e Alain Bühler.
Il testo parte da una constatazione: la carenza di manodopera qualificata e l’evoluzione demografica rappresentano una sfida strutturale crescente. Nei prossimi anni, il pensionamento della generazione dei baby boomer ridurrà la disponibilità di personale, imponendo allo Stato di svolgere compiti sempre più complessi con risorse limitate.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale viene indicata come uno strumento in grado di supportare l’azione pubblica. Non una tecnologia fantascientifica, sottolinea la mozione, ma un insieme di sistemi capaci di elaborare grandi quantità di dati e di affiancare l’essere umano nei processi decisionali e operativi.
La mozione evidenzia come la Svizzera disponga già di un ecosistema solido, con realtà come il supercalcolatore ALPS del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) di Lugano, l’IDSIA di Manno, il Swiss Data Science Center e il progetto Apertus sviluppato da EPFL ed ETH Zürich.
Nonostante l’esistenza di strategie federali, i promotori ritengono necessario passare a una fase operativa, con lo sviluppo e il test di soluzioni concrete nei contesti cantonali e comunali. In questo quadro, il Ticino viene indicato come un possibile polo di riferimento grazie alla presenza di istituti accademici e infrastrutture di rilievo. Un esempio citato è l’adozione, il 18 marzo, del modello Apertus da parte del Cantone Ticino, primo ente pubblico svizzero a implementarlo operativamente. Il sistema, attualmente utilizzato per la traduzione automatica nell’amministrazione cantonale, è stato adattato dall’azienda ticinese Artificialy e funziona su infrastrutture locali del CSCS, garantendo che i dati restino entro i confini cantonali.
Secondo i firmatari, questa esperienza dimostra il potenziale dell’IA nella pubblica amministrazione, ma anche la necessità di una collaborazione più ampia, a livello intercantonale o federale, per sostenere progetti di questa portata.
La mozione chiede quindi al Consiglio di Stato di attivarsi presso le autorità federali per promuovere un progetto nazionale di intelligenza artificiale pubblica, di valutare il ruolo del Ticino come polo di sperimentazione, di valorizzare i centri accademici locali e di inserire lo sviluppo dell’IA tra le priorità strategiche del Governo cantonale. È inoltre richiesta una relazione al Gran Consiglio entro dodici mesi sugli sviluppi e le iniziative intraprese.
Le cinque richieste inoltrate al Consiglio di Stato
1. di attivarsi celermente presso le autorità federali per promuovere la creazione di un progettonazionale di IA pubblica, sviluppato e gestito interamente in Svizzera;
2. di valutare concretamente, in collaborazione con CSCS, EPFL, ETH Zürich e altri attori istituzionali, la possibilità di coinvolgere il Cantone Ticino come polo di riferimento per la sperimentazione di tali soluzioni;
3. di valorizzare i poli accademici ticinesi, in particolare SUPSI, USI e l’IDSIA, affinché possano essere parte integrante e attiva dello sviluppo e della ricerca nel campo dell’IA applicata alla pubblica amministrazione;
4. di inserire lo sviluppo dell’IA nella pubblica amministrazione tra le priorità strategiche del Governo cantonale, promuovendo al contempo la valorizzazione dei poli accademici ticinesi;
5. di riferire al Gran Consiglio, entro i prossimi dodici mesi, sugli sviluppi e sulle iniziative intraprese in questo ambito



