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Oltre 30 interrogazioni per non far scappare i giovani

Ogni anno sono circa 800 i ragazzi che lasciano il Cantone per lavoro; i Giovani del Centro, tramite un'azione coordinata, chiedono risposte concrete.
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Oltre 30 interrogazioni per non far scappare i giovani
Ogni anno sono circa 800 i ragazzi che lasciano il Cantone per lavoro; i Giovani del Centro, tramite un'azione coordinata, chiedono risposte concrete.

BELLINZONA - Oltre 30 comuni ticinesi sono stati coinvolti lunedì 23 marzo in un’azione coordinata dei Giovani del Centro, che hanno presentato interrogazioni sul crescente numero di giovani che lasciano il Cantone per cercare lavoro altrove: circa 800 ogni anno. La presidente Giovanna Pedroni definisce il fenomeno «di vitale importanza», avvertendo che senza interventi urgenti si rischia un progressivo impoverimento del tessuto sociale ed economico.

L’iniziativa nasce anche dallo stallo di una precedente proposta parlamentare cantonale, ancora ferma in commissione. Per questo il movimento ha scelto di riportare il tema al centro del dibattito partendo dal livello comunale, con l’obiettivo di raccogliere risposte concrete e definire nuove azioni.

Se da un lato partire per studiare è considerato un percorso naturale e positivo, il problema emerge quando i giovani non rientrano, viene sottolineato. Tra le principali cause vi sono un mercato del lavoro meno dinamico rispetto ad altre regioni svizzere e salari inferiori: nel 2024 il salario mediano in Ticino era di 5'708 franchi, contro i 7'502 della regione di Zurigo. Pesano anche fattori come qualità dei servizi, conciliabilità tra lavoro e famiglia e offerta culturale.

Il fenomeno riguarda anche chi si forma in Ticino ma sceglie comunque di partire, come sottolineato da esponenti del partito. La vicinanza con poli come la Greater Zurich Area rappresenta però anche un’opportunità, favorendo modelli che permettano di lavorare altrove mantenendo la residenza.

Tra le possibili soluzioni, i Giovani del Centro citano esempi nazionali e internazionali, dagli incentivi fiscali alle politiche per attrarre imprese e startup. Pur riconoscendo i limiti normativi, propongono strumenti mirati per incentivare il rientro dei giovani qualificati. «Il Ticino deve agire con urgenza», ribadisce Pedroni, con l’obiettivo di rendere il Cantone attrattivo non solo per vivere il tempo libero, ma anche per costruire il proprio futuro.

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