Piazzale ex Scuole: «Se sforerà i costi, l’opera sarà ridotta»

La municipale Karin Valenzano Rossi risponde alle perplessità emerse dal rapporto di minoranza della Commissione sulla riqualifica dell'area.
La municipale Karin Valenzano Rossi risponde alle perplessità emerse dal rapporto di minoranza della Commissione sulla riqualifica dell'area.
LUGANO - Lunedì prossimo, 30 marzo, il Consiglio comunale di Lugano sarà chiamato a decidere sul progetto di riqualifica del piazzale ex Scuole. Sul tavolo, come anticipato questa mattina da LaRegione, giungeranno due rapporti della Commissione della gestione, che non ha trovato un accordo su diversi aspetti.
Il Legislativo dovrà votare su un messaggio con la richiesta di credito da 2,5 milioni di franchi per la progettazione della riqualifica dell'area.
Oltre a quello di maggioranza (relatrice Lara Olgiati, PLR), le perplessità sollevate dal rapporto di minoranza (relatrice Raide Bassi, UDC) sono dovute principalmente a questioni sia economiche sia tecniche. Oltre alla rimessa interrata per bici e moto, il progetto prevede infatti un nodo intermodale dei trasporti pubblici, una quarantina di alberi e, in superficie, uno spazio dedicato a eventi e manifestazioni. Un “pacchetto” stimato in circa 16,5 milioni di franchi.
«Il piazzale è oggi percepito da molti cittadini come uno spazio urbano problematico – si sottolinea nel rapporto –. L’introduzione di uno spazio sotterraneo rischia di accentuare questa problematica».
Una visione non condivisa dalla capodicastero Spazi urbani Karin Valenzano Rossi. «Il progetto è innovativo e ambizioso – ha spiegato al foglio bellinzonese –. Ma già nella fase di concorso, e l’ho ricordato in audizione, era previsto che si trattasse di un investimento di questa portata. Non è una novità di questo messaggio, ma una delle conclusioni emerse dal Masterplan lungolago-centro, a sua volta frutto, tra l’altro, di una serie di mozioni a livello di Legislativo. Se n’era già discusso nel credito portato in Consiglio comunale per il concorso di riqualifica. Oggi si arriva al credito di progettazione, ma l’importo è quello già preventivato ai tempi del bando di concorso. Le procedure sono concatenate fra loro. Le critiche sono legittime, ma si sarebbero potute sollevare già precedentemente. È vero, le cose si possono anche cambiare, ma anche questo ha un suo costo».
E sull'impatto economico per le casse comunali? «Prima di tutto vorrei dire che il tema finanziario mi è molto caro. Abbiamo già sensibilizzato i progettisti che l’importo previsto è quello stimato in fase di concorso. Se nella fase di progettazione dovesse emergere che i parametri finanziari non verrebbero rispettati, si ridurrà l’opera».




