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Povertà doppia, dumping, salari bassi: la cura dei Verdi

Presentati l'analisi sullo stato dell’economia e delle finanze cantonali e il piano finanziario «volto a riportare il Cantone su un percorso sostenibile e orientato al futuro».
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Povertà doppia, dumping, salari bassi: la cura dei Verdi
Presentati l'analisi sullo stato dell’economia e delle finanze cantonali e il piano finanziario «volto a riportare il Cantone su un percorso sostenibile e orientato al futuro».

BELLINZONA - «Tra salari bassi e dumping si vive di aiuti sociali. Bisogna correggere gli errori del passato e pianificare un percorso sostenibile orientato al futuro». È questo, in buona sintesi, il cuore del discorso con il quale, oggi a Bellinzona, i Verdi del Ticino hanno presentato l'analisi sullo stato delle finanze cantonali e presentato il loro piano finanziario a medio termine.

Secondo i Verdi, l’immagine di un Ticino solido è ormai superata: «La povertà doppia rispetto alla media svizzera descrive un’economia che regge solo grazie ai sussidi sociali, fondamentali per la dignità delle persone ma pesantissimi per i conti pubblici».

I Verdi contestano la narrativa dello “spendiamo troppo”: le analisi più recenti mostrerebbero infatti che il Ticino ha contenuto la spesa più di molti altri cantoni, mentre i tagli – dalle case anziani ai sussidi di cassa malati, fino al personale – avrebbero colpito i più vulnerabili «senza apportare vantaggi significativi alle finanze». Il risultato, denunciano, è un Cantone meno attrattivo anche per i contributi federali, con risorse mancate stimate tra 4 e 6 miliardi in vent’anni.

Da qui il loro piano:

    • 570 milioni di nuove entrate fiscali a livello cantonale, derivanti da adeguamento delle aliquote sulla sostanza, rivalutazione immobiliare, aumento delle aliquote per gli alti redditi, incremento del moltiplicatore cantonale e introduzione dell’imposta sulle residenze secondarie.
    • 130 milioni di risparmi, ottenuti tramite digitalizzazione dei servizi, riorganizzazioni mirate, riduzione degli investimenti stradali non necessari, neutralizzazione parziale (ad es. 20%) a favore del Cantone delle maggiori entrate dei comuni.
    • 150 milioni di debito pubblico per investimenti, fino al 2040, destinati alla transizione energetica, all’adattamento ai cambiamenti climatici, al potenziamento del trasporto pubblico e al fondo calamità.

Un approccio che, garantiscono i Verdi, libererebbe almeno 450 milioni per l’economia reale e rafforzerebbe servizi e salari.

«Il ceto medio e medio-basso, nonostante l’eventuale aumento del moltiplicatore cantonale, avrà un netto beneficio da questo programma finanziario in termini di sussidi per i premi di cassa malati (max 10% del reddito), le deduzione dei premi di cassa malati, l’aumento della quota esente da imposta sulla sostanza (da 200’000 a 400’000) e delle relative aliquote più basse nelle fasce più basse di imponibile, senza contare che i benefici della manovra per i comuni potrebbero permettere di diminuire i moltiplicatori comunali tenuto conto delle maggiori entrate fiscali», concludono i Verdi.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: «Una politica che unisca giustizia sociale, sostenibilità finanziaria e dia una risposta alla crisi climatica rilanciando il Cantone».

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