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CANTONE«Senza misure i ticinesi potrebbero pagare fino a 500 milioni all'anno in più»

24.10.22 - 13:26
L'iniziativa per la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima è stata presentata oggi dal comitato promotore
Ti-Press (Elia Bianchi)
«Senza misure i ticinesi potrebbero pagare fino a 500 milioni all'anno in più»
L'iniziativa per la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima è stata presentata oggi dal comitato promotore

LUGANO - Un'iniziativa popolare, in forma elaborata, che intende neutralizzare l’aumento dei valori di stima immobiliare. È quanto ha presentato questa mattina a Lugano un ampio comitato interpartitico - composto da 16 persone, quattro a testa per PLR, Lega, Il Centro e UDC - che propone l'inclusione nella Costituzione cantonale del principio della suddetta neutralità per quanto concerne il prelievo di tributi e la concessione di prestazioni, aiuti e sussidi.

La legge sulla stima, spiegano i promotori, prevede che, con effetto dal 2025, i valori di stima di tutti gli immobili ticinesi dovranno essere rivisti, come va fatto ogni 20 anni. In Ticino, il valore di stima ufficiale di un immobile si aggira in media attorno al 45% del suo valore venale. «Si capisce pertanto che vi è il forte rischio addirittura di un raddoppio dei valori di stima, in particolare nell’ipotesi in cui la nuova base di riferimento sia il valore assicurativo dell’immobile».

Nell'immediato, ha proseguito il comitato, la conseguenza «più intuitiva sarebbe un raddoppio delle imposte sulla sostanza dovute dai proprietari di casa». E inoltre va considerato che «le stime immobiliari sono rilevanti in almeno una ventina di altri ambiti», non per forza fiscali.

Ma di che cifre si parla? Stando alle approssimazioni preliminari che il comitato ha presentato, «senza misure compensatrici i contribuenti ticinesi potrebbero essere chiamati a pagare fino a 500 milioni di franchi all’anno in più»: circa 280 milioni al Cantone e circa 220 ai Comuni. «Questi prelievi fiscali non sono naturalmente sostenibili e metterebbero in ginocchio sia il ceto medio che ha fatto sacrifici per raggiungere la proprietà della propria casa sia il ceto medio-basso che si vedrebbe aumentare l’affitto».

L'iniziativa avrà 100 giorni di tempo, quindi fino al 3 febbraio 2023, per riuscire a raccogliere almeno 10mila firme.

Perché modificare la Costituzione?
La risposta degli iniziativisti in 5 punti

    1. Con certezza la norma verrà democraticamente sottoposta al voto dei ticinesi, che potranno pertanto decidere se prevedere una simile protezione dei proprietari di casa e degli inquilini.
    2. La stessa tutela democratica varrà anche per i decenni futuri: se la politica vorrà togliere questa garanzia, si dovrà nuovamente passare davanti al popolo.
    3. L’articolo costituzionale protegge i proprietari di casa e gli inquilini sia conto l’eventuale arbitrio del Cantone sia contro quello dei Comuni. Per esempio, un Comune non potrà cancellare buona parte dei sussidi comunali all’installazione di pannelli solari per il semplice fatto che le stime sono state riviste nel loro complesso.
    4. L’adeguamento delle stime è un atto puramente amministrativo, benché alcuni aspetti di dettaglio passeranno probabilmente davanti al Gran Consiglio. Il voto popolare obbligatorio in caso di successo dell’iniziativa permetterà al popolo sovrano di dire la sua prima che la politica prenda decisioni.
    5. Allo stesso tempo, questo modo di procedere darà alla politica sufficiente spazio di manovra per andare a snocciolare e regolare i molti aspetti di dettaglio nel quadro dell’applicazione del generale principio nelle tanti leggi toccate dalle stime immobiliari. Con la Costituzione il popolo darà un’indicazione di principio, la politica si occuperà invece di applicarla.
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