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19.12.2016 - 07:320
Aggiornamento : 08:46

«Sulla questione della canapa si esprimano gli esperti»

Pronta una mozione per dare una spinta alla regolamentazione della droga leggera

BELLINZONA - Sono ancora senza risposta le tredici domande sulla canapa che lo scorso ottobre ben 34 granconsiglieri di otto differenti formazioni politiche, con primo firmatario Fabio Käppeli (Plr), hanno sottoposto al Governo ticinese. Nel frattempo il Comitato interpartitico per la regolamentazione della cannabis (Circa) è allora pronto al passo successivo: una mozione per chiedere l’istituzione di una commissione ad hoc per l’allestimento di un progetto pilota che permetta di sperimentare la regolamentazione per un periodo di tre-cinque anni.

«Riteniamo che siano gli esperti di sostanze psicoattive e i professionisti che quotidianamente sono a contatto con la problematica cannabis a dove dire se la proibizione vigente sia davvero la miglior soluzione» ci dice Sinue Bernasconi, portavoce del Circa. E aggiunge: «Ci vuole un approccio pragmatico che permetta di trovare la migliore soluzione per i consumatori e per la società nel suo complesso».

Ma cosa porterebbe la regolamentazione della canapa? Il Circa ritiene, da una parte, che il progetto possa fornire all’apparato repressivo-giudiziario un quadro legale che non vanifichi i suoi ingenti sforzi, mettendo alle strette il crimine organizzato e sottraendogli gli introiti derivanti da questa droga leggera (quasi un miliardo di franchi in Svizzera). Dall’altra si parla di monitoraggio scientifico dell’impatto della regolamentazione su salute pubblica, vivibilità di quartieri e luoghi pubblici sensibili, nonché sul mondo dello spaccio e sul comportamento dei consumatori.

Secondo il Circa, la regolamentazione permetterebbe inoltre soltanto in Ticino la creazione potenziale di 318 posti di lavoro diretti e 1’275 indiretti. E si stima anche un indotto di 7-9 milioni di franchi per le assicurazioni sociali e di 15-21 milioni di franchi per l’erario.

Nel frattempo il Circa sta pure guardando oltre San Gottardo: il comitato sta infatti valutando eventuali sinergie a livello federale. L’intenzione del comitato è di proporre ai promotori di “Legalize it” una “regolamentazione light”, ossia a tempo determinato (3-5 anni). «Al termine del progetto si potranno tirare le somme e decidere quale sia la legislazione più opportuna in materia di canapa e derivati».

Commenti
 
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DANNY 3 anni fa su tio
in un periodo dove le famiglie faticano ad avere uno stipendio decente per arrivare a fine mese e i ragazzi non trovano un lavoro ci manca la canapa.... dopo di che conviene assumere all estero...
sedelin 3 anni fa su tio
dagli anni 60 si sta facendo questo discorso: é ora di regolamentare e di togliere questo affare alla mafia.
Bacaude 3 anni fa su tio
La legalizzazione è un'ottima soluzione sotto moltissimi punti di vista. Vibra un colpo pesante contro la criminalità organizzata (i terroristi forniscono canapa alla camorra per finanziare le loro attività. E' una realtà nota) Permette ai consumatori di poter avere un prodotto controllato Elimina gentaglia dale strade e migliora la situazione di molti quartieri. libera forze di polizia che così non devono perdere un sacco di tempo a controllare e multare ragazzotti con un pò d'erba. Tutte le ricerche mediche mostrano come i decessi diretti/indiretti legati a tabacco e alcool siano migliaia ogni anno in Europa. Nessuno riconducibile alla canapa. I risultati nei paesi dove è stata legalizzata parlano da soli. Consumo costante quando non in diminuzione e crollo dei piccoli reati (circolo virtuoso. Il quartiere è meno degradato, quindi più brava gente in giro anche la sera, quindi meno delinquenti di vario tipo) In ultima analisi credo fermamente che ogni persona, se non reca danno ad altri, debbe poter essere libera di scegliere.
LaGiustaMisura 3 anni fa su tio
@Bacaude Ottima analisi! Aggiungerei riduzione costi sanitari (la canapa è altamente contaminata!) e ottimizzazione risorse investite in prevenzione e repressione...
SosPettOso 3 anni fa su tio
Gli "esperti" che abbiamo in Ticino lavorano per radix, ingrado e altre istituzioni nate in seno al proibizionismo e che si son sempre date un gran daffare a giustificare lo stesso,.. Non sarà certo perché ora glielo chiede un "comitato interpartitico" che taglieranno il ramo su cui vivono comodamente foraggiati dallo stato (e dai poveretti che finiscono nelle loro sgrinfie) e al riparo da ogni crisi. Guardiamo piuttosto cosa succede in paesi dove il proibizionismo è stato abbandonato come in Portogallo...
albertolupo 3 anni fa su tio
@SosPettOso Ottimo esempio: Trattano il problema dal profilo sanitario e non da quello della polizia. Sembra che i risultati gli diano ragione.
LaGiustaMisura 3 anni fa su tio
@SosPettOso La maggioranza degli esperti è a favore della regolamentazione della canapa = miglioramento prevenzione.
LaGiustaMisura 3 anni fa su tio
@SosPettOso Il Portogallo ha depenalizzato agli inizi del 2000. Risultato: riduzione consumatori canapa e droghe pesanti...
Tex85 3 anni fa su tio
Dal mio punto di vista Ci sarebbero mooolte cose più importanti da risolvere, se dovessero legalizzare la canapa diventeremo come una sorta di Amsterdam.... Sono pro, lo ammetto.... però prima dovreste pensare di mettere apposto gli accordi bilaterali!!!!
moonie 3 anni fa su tio
@Tex85 con questo ordine di pensiero non si mette a posto niente perché c'è sempre qualcosa di più urgente, ma l'urgenza è soggettiva. per me invece prima di qualsiasi cosa bisognerebbe dare una pensione decente. che si fa? un bel niente, come infatti succede. tra l'altro magari regolarizzando la canapa possiamo guadagnare un bel po' di soldi tra vendita, indotto e posti di lavoro proprio ad opporsi agli accordi bilaterali.
LaGiustaMisura 3 anni fa su tio
@Tex85 Forse è vero. Anzi, ha ragione. Nulla vieta di portare avanti parallelamente più temi... mercato del lavoro e mobilità sono sicuramente temi a cui bisogna dare delle risposte credibili

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