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L'ombra della mafia curda sul contrabbando di tabacco

Oltre 30 tonnellate sequestrate nel porto di Genova. Perquisizioni effettuate in Ticino. L'organizzazione criminale diretta anche dagli "Hackney Bombers".
L'ombra della mafia curda sul contrabbando di tabacco
GDF
Fonte ATS
L'ombra della mafia curda sul contrabbando di tabacco
Oltre 30 tonnellate sequestrate nel porto di Genova. Perquisizioni effettuate in Ticino. L'organizzazione criminale diretta anche dagli "Hackney Bombers".

BELLINZONA / GENOVA - Nel porto di Genova e in altri porti europei sono state sequestrate 32 tonnellate di tabacchi lavorati. Un'organizzazione criminale transnazionale voleva contrabbandare il tabacco oltre la dogana italiana senza pagare la tassa richiesta per l'importazione, pari a oltre 8 milioni di euro. Anche la Svizzera ha partecipato all'operazione denominata "Borotalco" e alla scoperta del caso.

Stando alle agenzie di stampa italiane Ansa, Adnkronos e Askanews, l'organizzazione criminale aveva utilizzato varie rotte marittime per eludere i controlli e impiegato persone che conoscevano le pratiche doganali. Non è stato pagato il tributo richiesto per l'introduzione nel territorio dei tabacchi, superiore agli 8 milioni di euro.

Nell'ambito dell'operazione sono state effettuate numerose perquisizioni e cinque arresti, non solo a Genova, ma anche in altre città del nord Italia, a Napoli e all'estero. A questo hanno collaborato forze di polizia di diversi Paesi: Regno Unito, Polonia, Francia e Svizzera.

Interventi in Ticino e in Vallese - L'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) ha confermato a Keystone-ATS oggi di aver svolto "perquisizioni" in diversi luoghi dei cantoni Vallese e Ticino. Tali interventi sono stati eseguiti dall'UDSC su richiesta dell'Ufficio del procuratore pubblico europeo (EPPO) di Torino.

Secondo l'Ansa, gli inquirenti hanno scoperto un'organizzazione transnazionale, con base operativa nel Regno Unito e collegamenti in Europa, Asia e Africa, diretta da soggetti riconducibili alla mafia curda e da esponenti del gruppo criminale noto come "Bombacilar" o "Hackney Bombers". Dalle indagini è emerso che il tabacco lavorato sarebbe stato acquistato nelle fabbriche produttrici in Armenia, Dubai e Spagna. Per eludere i sequestri venivano usate criptovalute.

I beni sequestrati ammontano a circa 2,5 milioni di euro, equivalenti alle tasse evase e al profitto del reato commesso. Secondo le agenzie italiane, le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri, importazione di ingenti quantitativi di tabacco estero e falsità in documenti.

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