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LUGANO
01.06.2021 - 13:190
Aggiornamento : 15:46

«Ci guardava mentre ci masturbavamo e allungava le mani»

All’epoca dei fatti l’ex allenatore HCL era, per alcuni suoi giocatori, «un punto di riferimento»

I giovani, tutti minori, passavano molte serate a casa sua, tra alcol e film porno. E ci sono stati dei rapporti orali

LUGANO - Continua, alle Assise criminali di Lugano, il processo all’ex allenatore delle giovanili dell’Hockey Club Lugano, alla sbarra per abusi su minori, coazione sessuale e pornografia. E si passa al capitolo dei tre giocatori. Uno di loro era al centro delle sue attenzioni.

Un padre sostituto - L’uomo aveva iniziato a frequentare, a detta sua in amicizia, la madre di un suo allievo di hockey, all’epoca preadolescente. Il padre del giovane era assente e l’oggi 57enne era diventato, come riferisce lui stesso, «un suo punto di riferimento», al punto che a volte il ragazzo dormiva a casa sua.

Dalle parole ai fatti - Gli atti sessuali sono iniziati, per ammissione di entrambi, in seguito ad alcune domande poste dal ragazzo al suo allenatore, relative alla sfera sessuale. Tra di loro, su iniziale richiesta del giovane, che ha dichiarato di aver avuto curiosità verso la sensazione che si poteva provare, rapporti orali. «Una sera dovevamo arrivare al rapporto completo, ma poi ho detto che non me la sentivo», queste le dichiarazioni del giovane, riportate dal giudice.

Altri minori - Il ragazzo ha poi iniziato a invitare altri compagni di squadra a casa del 57enne, e lui ammette che lasciava loro consumare alcolici e guardare film porno. Un secondo giovane, citato dal giudice, ha dichiarato che l’uomo «li guardava mentre si masturbavano davanti a questi filmati e poi allungava le mani, ma noi non volevamo». «Lo prendevamo per un grande, uno che ci faceva provare esperienze mai fatte prima», queste le parole di uno dei giovani giocatori HCL.

Un attaccamento morboso - Dopo un certo lasso temporale, il ragazzo a cui, secondo le sue dichiarazioni, era maggiormente «affezionato» aveva iniziato a frequentare delle coetanee e aveva voluto smettere di intrattenere rapporti con l’uomo. A quel punto quest’ultimo aveva tentato di far sentire in colpa il giovane: «Io sto male, vorrei tanto rivederti e rifare le cose che facevamo prima». Queste le parole da lui scritte in alcuni messaggi. «Purtroppo io non accettavo la chiusura, probabilmente non volevo perderlo», così il 57enne. 

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