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ORIGLIODevastata nella notte un'ala della scuola Steiner

09.05.21 - 10:39
La direttrice: «Hanno voluto portare distruzione, un gesto fatto con cattiveria»
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Devastata nella notte un'ala della scuola Steiner
La direttrice: «Hanno voluto portare distruzione, un gesto fatto con cattiveria»
Letteralmente fatta a pezzi un'ala dell'istituto, quella della caffetteria, «cuore microeconomico della scuola»

ORIGLIO - Orribile risveglio per la scuola Steiner. Dopo gli annunciati problemi finanziari (con la conseguente raccolta fondi) e i numerosi contagi che hanno portato alla quarantena di istituto (fino a lunedì 17 maggio), un ennesimo scossone arriva a mettere alla prova la struttura di Origlio.

Nella notte, ignoti si sono introdotti nella scuola con un chiaro intento, quello di portare distruzione. L'intera ala della caffetteria, infatti, è stata letteralmente devastata. E il termine non è a caso. Le immagini (in allegato) valgono più delle parole. Il vandalo, o i vandali, hanno lasciato intatto ben poco.

Ad accorgersi dell'atto barbaro e crudele è stata una delle mamme che questa mattina doveva recarsi per il turno di pulizie. La gestione scolastica, infatti, si basa su un’alta partecipazione delle famiglie, che a turni si occupano di diverse mansioni come appunto le pulizie, il giardinaggio e i turni della mensa.

«Ad essere colpito - racconta con voce spezzata una di queste mamme - è stato il cuore microeconomico della scuola. Qui, infatti, realizziamo i lavoretti che poi vengono rivenduto online o nei bazar. È un luogo di aggregazione per tutti. Siamo basiti».

Raggiungiamo al telefono la direttrice, Silvia Carloni, altrettanto scossa per l'accaduto: «Non sembra un furto, non hanno portato via niente. Come ha sottolineato la Polizia, sembra che ci sia stata la volontà di distruggere. Ed è stato fatto con cattiveria». «Inconcepibile - prosegue -, in un momento in cui siamo tutti già scossi e provati, non ci si aspettava un gesto così cattivo. Purtroppo sospetti non ne abbiamo, ma sono stati effettuati tutti i rilevi del caso, speriamo che i colpevoli vengano identificati».

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