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CANTONE
01.05.2021 - 13:590
Aggiornamento : 15:15

«Le vite dei lavoratori valgono più dei profitti»

Il Primo Maggio ticinese ha avuto luogo a Bellinzona in Piazza Governo

Al centro dei numerosi interventi c'era la pandemia, che ha messo in luce il ruolo di determinati settori ma ha anche creato nuove difficoltà

BELLINZONA - «Portare fisicamente preoccupazioni e rivendicazioni di lavoratrici e lavoratori nel cuore politico del cantone è essenziale, oggi più che mai». Così la sezione ticinese dell'Unione sindacale Svizzera (USS-TI), che ha organizzato l'odierna manifestazione del Primo Maggio a Bellinzona. Un'edizione caratterizzata da numerosi interventi dal palco, ritrasmessi in diretta online, all'insegna dello slogan “Le nostre vite valgono più dei loro profitti”. 

E con la Svizzera e il resto del mondo nella morsa del coronavirus da ormai oltre un anno, proprio la pandemia era al centro di svariati interventi: una situazione, quella attuale, che ha messo in luce il ruolo di determinati settori, ha creato nuove difficoltà o ha rafforzato determinate «ingiustizie».

Il presidente USS-TI Graziano Pestoni ha quindi ricordato l'importanza della lotta sindacale. Una lotta che negli anni ha permesso di migliorare le condizioni di lavoro. Ma le conquiste ottenute sinora, ha sottolineato, non sono definitive: «Il padronato appena possibile tenta di recuperare quanto ha dovuto concedere». Un'avidità, questa, emersa anche in tempo di pandemia.

Il ruolo delle donne - La crisi sanitaria ha inoltre messo in luce, come ha affermato Eleonora Failla del Gruppo donne USS-TI, il ruolo del lavoro femminile. Ma le professioni essenziali, tanto ringraziate durante il lockdown, sono anche quelle più toccate da precarietà e bassi salari. «Professioni spesso occupate da donne, le prime a essere licenziate in caso di crisi».

Postini sotto pressione - La pandemia si è fatta sentire molto anche nel settore del servizio postale. Un settore che durante questo periodo è riuscito a ottenere degli ottimi risultati, in particolare per quanto riguarda la consegna di pacchi. Ma il personale ha pagato il prezzo di questo successo, ha detto Angela Parisi Spada, postina Syndicom: «Abbiamo tutti lavorato incessantemente, prestando molte ore supplementari di lavoro e mettendo, spesso, la nostra salute a repentaglio, a causa dei volumi e del peso dei pacchi. Ognuno di noi quotidianamente compie un gesto di responsabilità per l’intera comunità».

In Piazza Governo ha anche preso la parola il sindacalista UNIA Giampiero Rigozzi, che ha dato voce ai falegnami. Poi c'erano la presidente VPOD Ticino Michela Pedersini per il personale cantonale, il sindacalista SEV Angelo Stroppini che ha parlato del personale temporaneo per la pulizia delle piccole stazioni, e Rolando Lepori del sindacato svizzero dei media a sostegno del personale RSI.

Il corteo dalla stazione fino in Piazza Governo

I manifestanti si erano dati appuntamento davanti alla stazione di Bellinzona, per poi raggiungere Piazza Governo. Un corteo indetto che nei giorni scorsi era stato indetto dall'MPS. Il movimento aveva ribadito che il Primo Maggio deve tornare a essere una giornata di lotta «contro le ingiustizie del capitalismo» e che mette al centro «i diritti dei lavoratori, delle lavoratrici, dei disoccupati e delle disoccupate, per prospettare un mondo diverso dal capitalismo reale».

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