«Aiutate i miei bimbi in America», truffati da una finta Christa Rigozzi

Il volto e la voce della ticinese, clonati con la AI, sono stati usati dai cybermalviventi per sottrarre migliaia di franchi a persone ignare.
ZURIGO - Cosa fareste se Christa Rigozzi vi chiamasse su FaceTime, disperata, chiedendovi un aiuto finanziario per i suoi figli negli Stati Uniti? Forse capireste che c'è qualcosa di strano, forse no, vi fidereste e versereste quanto vi chiede. In fin dei conti è Christa Rigozzi.
È, effettivamente, quello che è successo a un pensionato svizzero vittima di un raggiro abilmente orchestrato, fra chat social e video generati con l'intelligenza artificiale. La cifra sottratta esatta non è nota, ma sarebbe nell'ordine delle migliaia di franchi.
A fare luce su una pratica, a quanto pare diffusa, è il nucleo d'inchiesta Izzy Projects con il suo ultimo docufilm “Die Promi-Scammer”.
Interpellata dal Blick, Rigozzi si è detta «scioccata» dalla rivelazione: «Non ho figli in America, non avrei comunque bisogno di soldi per sostenerli e non ho mai ricevuto accrediti sospetti sul mio conto», ha dichiarato ribadendo la propria estraneità alla truffa: «Non chiederei mai soldi a nessuno».
Anche lei - come altre personalità internazionali, svizzere e pure ticinesi - non è estranea ai falsi online, soprattutto su Facebook, con false notizie (su pagine clonate di testate online, come è successo diverse volte anche a tio.ch) truffaldine e acchiappaclic.
«È una cosa davvero vile», ha continuato Rigozzi, «approfittarsi di persone, spesso in situazioni sensibili, in questo modo... chi dona soldi a presunte celebrità deve essere supportato dal proprio circolo familiare... spero che la giustizia riesca a rintracciare i responsabili».



