La grande cultura (anche indipendente) si schiera contro “200 franchi bastano”

La presa di posizione di Swiss Top Events (che comprende Montreux, Art Basel e il Locarno Film Festival) e della ticinese Associazione Idra
LOCARNO - Swiss Top Events, il marchio che riunisce nove grandi manifestazioni culturali svizzere, prende posizione contro l’iniziativa "200 franchi bastano!", lanciando un chiaro appello a difesa di un servizio pubblico radiotelevisivo forte.
Gli organizzatori - Weltklasse Zürich, Omega European Masters, Spengler Cup Davos, Lauberhorn Wengen, White Turf, Art Basel, Montreux Jazz Festival, Lucerne Festival e Locarno Film Festival - mettono in guardia dalle conseguenze di una drastica riduzione del canone SSR, che rischierebbe di indebolire la visibilità dello sport, la diversità culturale e l’intero ecosistema audiovisivo nazionale.
Secondo Swiss Top Events, la forza attrattiva delle grandi manifestazioni svizzere è indissolubilmente legata a una copertura mediatica professionale, capillare e multilingue. La SSR svolge un ruolo chiave come host broadcaster, garantendo standard elevati e dando spazio anche a discipline e proposte culturali meno commerciali.
«Senza un servizio pubblico forte, la creazione artistica e la visibilità della cultura svizzera nel mondo ne risentirebbero in modo significativo», sottolinea Raphaël Brunschwig, Co-Presidente di Swiss Top Events e CEO del Locarno Film Festival.
Ridurre i mezzi della SSR significherebbe, secondo l’associazione, condannare molte realtà all’invisibilità e indebolire l’immagine della Svizzera nel mondo. Per questo Swiss Top Events invita a dire NO all’iniziativa "200 franchi bastano!". «L’8 marzo 2026 si deciderà se la Svizzera potrà continuare a contare su un panorama sportivo e culturale dinamico e plurale».
Anche l'Associazione IDRA, realtà attiva in Ticino per la promozione della cultura indipendente, ha preso posizione riguardo all'iniziativa “200 franchi bastano”: «Attraverso la RSI, la SSR racconta il territorio ticinese e gli dà spazio», offrendo visibilità ad artiste e artisti indipendenti, compagnie teatrali, musicisti, registi e operatori culturali che operano fuori dai grandi circuiti commerciali.
Questo lavoro di racconto e mediazione è essenziale per una scena culturale «viva, plurale e radicata», conferma via nota. Il servizio pubblico favorisce inoltre il dialogo tra le diverse regioni linguistiche del Paese, permettendo «scambi, riconoscimento reciproco e circolazione delle opere oltre i confini linguistici e geografici», un compito che i media privati, per loro natura, non possono assumere.
Pur non condividendo sempre «le modalità di racconto o le scelte editoriali e politiche dell’attuale direzione della RSI», riteniamo che il suo valore risieda proprio nell’essere «uno spazio comune, imperfetto e necessario», dove il dibattito culturale può svilupparsi anche nel dissenso.
Molti progetti culturali indipendenti beneficiano oggi del sostegno diretto o indiretto della SSR: coproduzioni, partnership, visibilità mediatica, archivi, informazione e critica culturale. Un taglio drastico delle risorse colpirebbe duramente cinema, musica, letteratura e produzioni audiovisive, riducendo «produzione, diffusione e sostegno agli autori e alle autrici».
L’iniziativa di riduzione dei fondi avrebbe conseguenze particolarmente gravi per «le regioni linguistiche più piccole, i formati di nicchia e i progetti sperimentali e giovanili», mettendo a rischio anche migliaia di posti di lavoro qualificati nell’ambito culturale e creativo.
Per queste ragioni l’Associazione IDRA sostiene un servizio pubblico solido e pluralista e aderisce al coordinamento per la manifestazione di sabato 7 febbraio a Bellinzona, come segnale concreto di attenzione verso «il futuro della cultura indipendente e del servizio pubblico».



