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Un libro gratuito, per spiegare l'IA a bimbi e famiglie

È aperta la raccolta fondi per stampare e donare sul territorio 300 copie di una guida, con indicazioni ed esercizi per capire il mondo dell'intelligenza artificiale
EROILOCALI.CH
Un libro gratuito, per spiegare l'IA a bimbi e famiglie
È aperta la raccolta fondi per stampare e donare sul territorio 300 copie di una guida, con indicazioni ed esercizi per capire il mondo dell'intelligenza artificiale

LOCARNO - È in corso da un paio di giorni, sulla piattaforma Eroilocali di Raiffeisen, una raccolta fondi particolare. «Vogliamo stampare e donare 300 copie del libro “Ehi, IA! Cosa stai facendo?” a comuni, scuole, biblioteche e associazioni di genitori in Ticino, per promuovere un uso responsabile, sicuro e critico dell’intelligenza artificiale (IA) fin dall’infanzia».

Dietro al progetto, sostenuto da Banca Raiffeisen Locarno, c'è una delle massime esperte svizzere di IA generativa, chatbot e intelligenza artificiale: Sophie Hundertmark, che ha scritto il libro insieme a Meike Tarabori. Ricercatrice e docente presso l’Università di Scienze Applicate e Arti di Lucerna e con un dottorato in IA conversazionale in corso presso l’Università di Friburgo, Hundertmark ha parlato di queste tematiche in libri, articoli, conferenze e workshop, che hanno già avuto luogo anche sul territorio ticinese.

Come è nata l'idea di un libro destinato ai bambini ticinesi?
«Ho già fatto queste cose molte volte nella Svizzera tedesca, ad esempio un workshop che ha coinvolto i più piccoli, in collaborazione con il Cantone di Zurigo. Il libro esiste già in tedesco, ma nella Svizzera italiana per il momento ho fatto solo un laboratorio in un campeggio estivo. In questo momento sono in contatto con alcune associazioni di genitori per spiegare come usare ChatGPT insieme ai bambini. Sono molto interessata, insieme al mio team che comprende altre due persone, a fare workshop che coinvolgano i bimbi, i genitori e anche gli insegnanti».

Nella guida ci sono 50 esempi di prompt pronti all'uso: può farci un esempio?
«Un esempio potrebbe essere quello del "pappagallo allo zoo". Un pappagallo sente molte parole e le ripete. Più spesso gli si dice "buongiorno", più chiaramente lo ripete. Le IA linguistiche come ChatGPT hanno "ascoltato" una quantità enorme di frasi e sono in grado di costruire nuove frasi che sembrano pronunciate da esseri umani. Non si limitano a ripetere, ma combinano ciò che hanno ascoltato per creare qualcosa di nuovo. Al genitore chiedo di leggere ad alta voce uno scioglilingua, come ad esempio "Trentatré trentini entrarono a Trento, tutti e trentatré trotterellando", e poi di farlo ripetere agli altri. In questo modo vostro figlio capirà quanto sia difficile per una "voce di pappagallo AI" suonare perfetta».

A che età si possono fornire ai bimbi i primi rudimenti di IA?
«Normalmente a un'età di otto o nove anni».

Qual è il primo consiglio che ti sentiresti di offrire a un genitore?
«È molto importante che non proibiscano queste tecnologie, ma lavorino insieme ai bambini. Si fanno gli esercizi contenuti nel libro e poi si pensa in modo critico».

Qual è il livello di consapevolezza della popolazione rispetto all'intelligenza artificiale, alle sue potenzialità e ai suoi rischi?
«Dipende. Ci sono molte persone che si sono abituate a queste tecnologie e le usano benissimo. Altre, invece, non ne fanno ricorso perché fanno paura. Poi ci sono quelli che utilizzano l'IA per qualsiasi cosa, senza nemmeno pensarci, e questo è un altro problema».

Come reagiscono i bambini che entrano in contatto con l'universo IA?
«Nei workshop mi sono accorta che capiscono molto bene le questioni legate alla sfera dei dati personali e che la loro condivisione con ChatGPT può essere problematica. D'altro canto, si meravigliano molto quando li avverto che i chatbot non sono sempre corretti. Questa è la criticità principale con i bambini: pensano che se lo dice ChatGPT, allora dev'essere vero».

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