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Si apre l'anno della SUPSI e le matricole sono aumentate del 4%

Il primo semestre dell'anno accademico 2025-2026 al varo il prossimo lunedì 15 settembre. Ecco quali sono i corsi più scelti (e perché).
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Fonte SUPSI
Si apre l'anno della SUPSI e le matricole sono aumentate del 4%
Il primo semestre dell'anno accademico 2025-2026 al varo il prossimo lunedì 15 settembre. Ecco quali sono i corsi più scelti (e perché).

LUGANO - Lunedì 15 settembre prenderà ufficialmente il via l’anno accademico 2025/2026 della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).

A varcare le aule - in totale - saranno 6’287 studentesse e studenti, distribuiti tra i 33 corsi Bachelor, i 19 Master e il Diploma. Un numero che conferma la tendenza positiva degli ultimi anni, con un incremento complessivo del 4% rispetto al precedente anno accademico.

Le nuove immatricolazioni nei quattro Dipartimenti sono in totale 1’348. Tra le aree disciplinari, spiccano in particolare l’Ingegneria, tecnica e ICT (341 nuove ammissioni), l’Economia e servizi (237) e la Sanità (231). Anche il settore del Design registra un aumento significativo, passando da 102 a 125 iscritti.

Parallelamente, si rafforza l’attrattiva dei percorsi di studio avanzati. I dati relativi ai Master evidenziano un forte interesse per l’offerta SUPSI: +41% di domande per il Master in Pedagogia specializzata e didattica inclusiva, +40% per il Master in Engineering e +37% per il Master in Interaction Design.

Anche il Master in Business Administration cresce del 30%, mentre torna in calendario il Master in Cure infermieristiche, che ha attirato candidature anche da oltre Gottardo SUPSI.

Come sottolinea Daniela Willi-Piezzi, Direttrice della Formazione di base: «L’interesse dimostrato anche quest’anno per le nostre formazioni avvalora il grande impegno quotidiano profuso da docenti, colleghi e partner del territorio nell’accompagnamento dei nostri studenti lungo il loro percorso di crescita personale e professionale».

Tra le motivazioni che spingono gli studenti a scegliere la SUPSI, il fattore occupazionale rimane decisivo: «Quasi tre iscritti su quattro indicano gli sbocchi professionali come ragione principale, seguiti dall’orientamento pratico dei corsi e dalla possibilità di conciliare studio e attività lavorativa. In un contesto economico e sociale in rapido mutamento, questa capacità di integrare formazione e lavoro si rivela una carta vincente», conferma SUPSI.

Guardando al futuro, la SUPSI non intende fermarsi, ribadisce Willi-Piezzi: «Proseguiremo anche quest’anno con i lavori volti a rafforzare ulteriormente le competenze interdisciplinari e trasformative dei nostri diplomati, indispensabili per inserirsi con la necessaria versatilità e flessibilità in un mondo del lavoro in profonda trasformazione».

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