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LUGANO

«Chiusi per due anni. E nessuno ci ha dato un franco»

L’amarezza dei titolari del Buffet della Stazione. A penalizzare la loro attività, il maxi cantiere del nuovo sottopassaggio di Besso.  
Gianni Biondi e Gilberto Bernasconi
«Chiusi per due anni. E nessuno ci ha dato un franco»
L’amarezza dei titolari del Buffet della Stazione. A penalizzare la loro attività, il maxi cantiere del nuovo sottopassaggio di Besso.  
LUGANO - «Ci hanno fatto chiudere per oltre due anni. E non ci hanno mai dato un franco nel frattempo». Gilberto Bernasconi, titolare del Buffet della Stazione di Lugano, è sconsolato. E così il suo socio Gianni Biondi. I lavori per il maxi canti...

LUGANO - «Ci hanno fatto chiudere per oltre due anni. E non ci hanno mai dato un franco nel frattempo». Gilberto Bernasconi, titolare del Buffet della Stazione di Lugano, è sconsolato. E così il suo socio Gianni Biondi. I lavori per il maxi cantiere del nuovo sottopassaggio di Besso li hanno penalizzati. «Abbiamo perso centinaia di migliaia di franchi». 

Un’opera attesa – L'opera in questione è di quelle imponenti e attese. Sarà messa in servizio, stando alle proiezioni delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS), nel corso del 2025. Costo stimato: 56 milioni. Soldi che arrivano dalla Confederazione, dalla Città di Lugano e dal Cantone. 

Ordine di esproprio – «I lavori sono cominciati a giugno 2022 – riprende Bernasconi –. Noi abbiamo chiuso a fine maggio. La lettera di preavviso, con l'ordine di esproprio, è arrivata a gennaio 2022 da parte del Cantone. Da quel momento ci siamo dovuti adeguare. Avevamo una ventina di dipendenti. Non è stato facile. Alcuni hanno trovato un nuovo impiego, altri sono andati in disoccupazione. Noi li abbiamo pagati tutti comunque fino a quando la legge lo prevedeva». 

«Non sappiamo chi sia il nostro debitore» – Allo stesso tempo però Bernasconi e Biondi si aspettavano un segnale economico tangibile dalle autorità. «Al momento dell'esproprio – sospira Bernasconi – abbiamo chiesto subito l'indennizzo, in particolare un acconto iniziale. Abbiamo fornito i documenti da parte nostra ma non c'è mai stata né una proposta né una decisione. Nemmeno su chi sia il debitore nei nostri confronti. Solo rinvii. Adesso il nostro caso è fermo chissà dove».  

Danni – Il Buffet della Stazione ha riaperto i battenti lo scorso 6 agosto. «Sono passati oltre due anni dallo stop – puntualizza Biondi –. Nel frattempo il cantiere ha avuto anche ripercussioni pratiche sugli spazi del ristorante. Ci sono state crepe sul soffitto o sul pavimento ad esempio. Abbiamo dovuto ristrutturare. Nemmeno per i danni, finora, è arrivato un risarcimento». 

«Dura ripartire» – Bernasconi è perplesso. «Io e il mio socio siamo fortunati ad avere anche altre attività. Se fossimo stati completamente dipendenti dal Buffet, saremmo finiti in malora. Nessuno si è preoccupato di noi. Adesso il locale ha riaperto, abbiamo riassunto anche il personale che serve. Ma ripartiamo praticamente da zero. Non è facile rifarsi una clientela dopo un periodo di chiusura così lungo».  

La replica delle Ferrovie Federali – Le FFS, interpellate da tio.ch, si sono così espresse sulla vicenda: «Il caso è tuttora pendente presso la Commissione Federale di Stima che sta valutando la situazione e si esprimerà a tempo debito». Alla domanda se tutto questo è "normale" è stato risposto che non è possibile aggiungere altro al momento.

Quella visita che lasciava ben sperare – Gianni Biondi non sa più dove sbattere la testa. «Più di un anno fa c'è stato un sopralluogo col presidente della Commissione Federale di Stima del tredicesimo circondario (Ticino e Grigioni). Ha anche fatto delle foto. Una decisione sembrava imminente. Invece...»

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