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MENDRISIOGli abitanti del Mendrisiotto trasformati in spettri, così il Mago di Cantone diventa videogame

27.10.23 - 06:30
“Il mistero del Mago di Cantone” dei ticinesi NuvolaBit verrà presentato e pubblicato (gratis) questa domenica 29 ottobre.
NuvolaBit
Gli abitanti del Mendrisiotto trasformati in spettri, così il Mago di Cantone diventa videogame
“Il mistero del Mago di Cantone” dei ticinesi NuvolaBit verrà presentato e pubblicato (gratis) questa domenica 29 ottobre.

MENDRISIO - Forse avete già sentito parlare delle Game Jam (o forse no). Si tratta di un evento (organizzato peraltro anche in Ticino, presso la Supsi) in cui appassionati di informatica e di giochi si riuniscono per creare un videogame nell'arco di un fine settimana.

Una sfida non semplice, un videogame è un oggetto d'artigianato estremamente complesso e che richiede molte abilità (e professionalità) diverse. L'idea di fondo dell'iniziativa è proprio quella di provare a far incontrare i talenti del territorio, farli collaborare, e capire se... da cosa può nascere cosa.

Diciamo, quindi, che una di queste Jam è stata galeotta e ha fatto nascere NuovolaBit una start-up ticinese che ha da poco realizzato un videogioco “Il mistero del Mago di Cantone”, ispirato al famigerato (e leggendario) bandito momò.

NuvolaBitUna scena del videogame “Il mistero del Mago di Cantone”, realizzato dalla giovane start-up ticinese NuvolaBit.

Una vecchia conoscenza, possiamo dire così, per il rivense Alessandro Bianchi che con Michel Palucci, Davide Medici e Mattia Pittaluga è un dei membri fondatori di NuvolaBit che realizza piccoli progetti e videogame promozionali (advergame) è portata avanti con passione nei ritagli di tempo, dopo il lavoro.

Proprio Bianchi, infatti, non moltissimo tempo fa si era gettato fra le leggende e le credenze ticinesi con il suo gioco da tavolo “Barlott”: «L'idea di partenza era provare a fare un videogioco proprio su “Barlott” ma visto i limiti di tempo abbiamo preferito circoscrivere l'ambito concentrandoci su di un solo personaggio».

Fra carte, dadi e joypad la differenza c'è, ma non abissale: «Sono molte le similitudini fra il lavorare a un gioco “fisico” e uno digitale, l'uno e l'altro hanno le loro sfide e i loro vantaggi. Il primo va realizzato anche fisicamente (e può essere una sfida impegnativa e dispendiosa), il secondo invece richiede molte competenze diverse: dalla capacità di progettare le meccaniche, passando per la programmazione vera e propria, la grafica e il sonoro...».

La figura del Mago di Cantone, esplorata anche da Carlo Silini nel suo popolare “Il ladro di ragazze”, del videogame è però decisamente fantasy: «L'idea alla base del gioco è quella dell'escape room, quindi il Mago - che è legato ad alcuni luoghi reali fra Rancate e Riva San Vitale - è stata la scelta più ovvia. Per realizzare il nostro game abbiamo anche consultato l'archivio comunale di Mendrisio», continua Bianchi.

NuvolaBitUn'avventura che si spingerà anche fra le mura del mitico Castello di Cantone.

«Il taglio fantastico de “Il mistero” è stato scelto per aggiungere un pizzico di magia al tutto, ma anche per renderlo adatto a tutti distaccando il “nostro” Mago al cruento personaggio storico. Abbiamo quindi pensato a questa storia in cui il Mago di Cantone ha, con un incantesimo, trasformato tutti gli abitanti del Mendrisiotto in spettri, il giocatore, un avventurier* di passaggio dovrà quindi cercarlo per risolvere il mistero su questo incantesimo», spiega.

Il videogame verrà presentato (e pubblicato) questa domenica 29 ottobre: «Sarà disponibile gratuitamente per Pc Windows e Mac OS e noi di NuvolaBit lo presenteremo alla Filanda all'interno di un atelier intitolato proprio “come si crea un videogioco” (ore 14:30) per spiegare a ragazzi (e non) come si fa a creare un videogame, ovviamente tutti sono benvenuti!», ride.

E per il futuro? «Siamo pronti a lasciarci stupire, ma anche ispirare. Siamo aperti alle idee e alle proposte, anche per realizzare dei videogame educativi (edugames)! Ah, io sto anche finendo un nuovo gioco da tavolo ma non so ancora quando sarà pronto», conclude.

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