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CANTONE«La violenza domestica è una realtà anche in Ticino»

18.11.22 - 14:12
Il Gruppo DAISI e la Fondazione Diritti Umani Lugano lanciano una campagna sui mezzi pubblici
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«La violenza domestica è una realtà anche in Ticino»
Il Gruppo DAISI e la Fondazione Diritti Umani Lugano lanciano una campagna sui mezzi pubblici

LUGANO - In Svizzera «si stima che il 40% delle donne (circa due donne su 5) subisce o ha subito violenza fisica o psicologica nel corso della sua vita».

Lo ricordano il gruppo DAISI - Donne Amnesty International della Svizzera Italiana - e la Fondazione Diritti Umani Lugano, che in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne tornano ad agire insieme e ad essere presenti sul territorio con la campagna “Non ci siamo tutte, manca una di noi”.

I cartelli informativi della campagna saranno presenti a bordo di mezzi di trasporto pubblici in diverse regioni del Cantone: Trasporti Pubblici Luganesi, Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi FART, Autopostale Bellinzona e dintorni e Autolinee Mendrisiensi. Saranno di colore arancione, per riprendere la campagna di sensibilizzazione delle Nazioni Unite "16 giorni di attivismo contro la violenza sulle donne".

«Violenza domestica? Una realtà anche in Ticino»
«Le 717 infrazioni in ambito domestico registrate dalla Polizia cantonale nel 2021 non lasciano spazio ai dubbi: la violenza domestica, che nella maggior parte dei casi colpisce le donne, è una realtà anche in Ticino», ha commentato a riguardo Gabriela Giuria, responsabile Fondazione Diritti Umani Lugano e attivista DAISI, «Sappiamo che per le vittime chiedere aiuto può essere estremamente difficile, dal profilo pratico e psicologico. Se la campagna “Non ci siamo tutte, manca una di noi” farà si che una donna in difficoltà chieda sostegno avremo raggiunto il nostro obiettivo».

Qual è il messaggio della campagna, in relazione al suo nome? «Ricordare simbolicamente la donna che quel giorno non può essere presente e muoversi liberamente sul territorio per svolgere le attività del quotidiano perché relegata in casa in seguito a una violenza fisica e/o psicologica o perché ospedalizzata o addirittura uccisa durante un episodio di violenza».

Sui manifesti affissi in bus e autopostali figureranno sia in un codice QR sia per esteso i principali numeri utili della Svizzera Italiana ai quali rivolgersi per ottenere aiuto in caso di violenza domestica.

COMMENTI
 

matias13 1 anno fa su tio
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