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CANTONETerrorismo? «Non lo sottovalutiamo»

25.09.22 - 10:20
Norman Gobbi commenta la sentenza alla Manor e parla di estremismo alle nostre latitudini
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Terrorismo? «Non lo sottovalutiamo»
Norman Gobbi commenta la sentenza alla Manor e parla di estremismo alle nostre latitudini

BELLINZONA - «Non siamo immuni al terrorismo».

Lo ha ribadito il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi oggi sul suo blog, parlando della recente sentenza relativa alla donna che aggredì due persone alla Manor di Lugano, condannata a nove anni di carcere sospesi in favore di un trattamento stazionario in una struttura chiusa.

«È stato un atto terroristico, compiuto da un cosiddetto “lupo solitario”», ha chiarito Gobbi, aggiungendo che «ridurre quanto fatto dall’imputata al gesto di una malata mentale e dimenticare le sue convinzioni ideologiche e i mezzi usati è sbagliato. Quanto avvenuto a Lugano è stato un evento grave».

«Non siamo immuni»
Allargando il discorso sul terrorismo e sul jihadismo anche in Svizzera, e in Ticino, Gobbi ha aggiunto che «non siamo purtroppo immuni, e il terrorismo ha colpito la comunità ticinese in modo grave all’estero – e qui il pensiero va alle famiglie gravemente toccate dall’attentato di Marrakech del 2011 – e all’interno dei nostri confini nazionali. In questo senso l’attenzione deve sempre essere al massimo».

A tal riguardo, il consigliere di Stato ha ribadito che «anche a livello ticinese il pericolo della radicalizzazione di natura jihadista non viene mai sottovalutato». Oltre alla collaborazione con le autorità federali, il Cantone ha qui sviluppato un canale (“stop radicalizzazione estremismo”) volto alla prevenzione e alla sensibilizzazione: «Uno strumento molto utile e che si rivolge a tutti coloro che vivono un disagio o delle difficoltà di fronte a dei fenomeni di radicalizzazione ed estremismo violenti».

E c'è anche un numero di telefono (079 953 46 82), «grazie al quale si possono esporre i propri problemi, ma pure si possono segnalare atteggiamenti di persone che destano sospetti», ha concluso Gobbi.

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