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LUGANO«Il mio romanzo da sfogliare nel metaverso»

21.06.22 - 06:30
Gli Nft raccontati da un autore che ha scelto questa tecnologia per pubblicare il suo romanzo
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«Il mio romanzo da sfogliare nel metaverso»
Gli Nft raccontati da un autore che ha scelto questa tecnologia per pubblicare il suo romanzo
Verso nuove potenzialità: «Il prodotto finale diventa una “limited edition”. Chi acquista non compra quindi solo l’ebook, ma anche altri contenuti esclusivi».

LUGANO - Avvocato, specializzato in compliance e antiriciclaggio, Giuseppe Pierantozzi ha spinto il suo interesse per le normative anche sul terreno, per certi versi, tutto da regolamentare, degli Nft. È sotto forma di “Non fungible token” che si appresta infatti a pubblicare "Post-it", questo il titolo del suo secondo romanzo (a oggi ne ha scritti tre). La narrativa è la sua grande passione, ma finora aveva diffuso i suoi lavori in “self publishing” su Amazon.

Da dove nasce la decisione di pubblicare un libro in Nft?
«Dalla constatazione che, in un mondo sempre più digitalizzato, si sta creando un nuovo linguaggio, ma anche un nuovo universo, il metaverso, con cui ci piaccia o no dovremo convivere. Da qui anche il passo verso le piattaforme che già oggi costruiscono degli Nft sui libri. Parliamo di un ambito meno utilizzato rispetto alla musica o all’arte, ma con delle potenzialità tutte da esplorare».

Cosa offre in più un libro in Nft?
«La mia esperienza è legata a ciò che andrò a pubblicare su una piattaforma irlandese, che è stata tra le prime al mondo a credere in questa tecnologia per i libri. Nel concreto si tratta di un ebook in formato zip, che però diventa un Nft perché alla storia pubblicata in digitale è possibile allegare un certo numero di materiali audiovisivi. Ad esempio, possono essere aggiunti booktrailer o una video-intervista all’autore. Tutto questo rende il prodotto finale una “limited edition”. Chi acquista non compra quindi solo l’ebook, ma anche altri contenuti esclusivi».

Le potenzialità sono le stesse che per il mercato d’arte?
«Se parliamo di arte, dove il concetto è più maturo, l’Nft permette la vendita dello stesso pezzo a un numero limitato di acquirenti che rivendendo l’opera continueranno a riconoscere delle royalties all’autore. Chiaramente ciò vale meno per i libri dove manca questo passaggio secondario. Quindi il valore per le opere scritte sta soprattutto nell’aggiunta dell’unicità dei contenuti».

Altri possibili vantaggi rispetto alla via tradizionale?
«Come tutti gli asset digitali, anche gli Nft traggono la loro forza dal fatto che non bisogna passare dalla stampa. L’acquisto resta on demand. Come avvocato prima ancora che autore, a me interessava soprattutto capire il meccanismo degli Nft per i libri, l’uso dello smart contract. Le vere potenzialità si scopriranno il giorno in cui effettivamente entreremo nel metaverso dove con degli occhiali 3D leggeremo il nostro romanzo senza poterlo toccare. Come autore o casa editrice invece ci vedo le potenzialità di aggregare all’opera letteraria, una sceneggiatura o la serie televisiva o i film che ne sono stati tratti». Un’opera universale, quindi, da gustare nel prossimo metaverso. Meglio portarsi avanti.

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