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28.01.2022 - 07:320
Aggiornamento : 11:26

«Don Tamagni? Uomo stimato a cui è crollato il mondo addosso»

La solitudine del prete in carcere per avere rubato 800.000 franchi. Nonostante tutto, riceve visite e sostegno.

Il sacerdote è stato rinviato a giudizio e si trova in espiazione anticipata della pena. Idem per il 27enne che lo "spingeva" a dilapidare quel denaro.

LUGANO - «La sensazione è quella di avere di fronte un uomo stimato che si è visto crollare il mondo addosso». Così l'avvocato Luigi Mattei dipinge la situazione di don Samuele Tamagni, giovane sacerdote in carcere e per avere rubato oltre 800.000 franchi. Il caso era scoppiato a fine novembre in seguito a un'auto denuncia del religioso. «Auto denuncia che implicava un certo pentimento. Il suo nome, però, è iniziato a circolare ovunque. Lui questo lo sa. E ne soffre parecchio». 

Diverse manifestazioni d'affetto – L'ormai ex parroco di Cadro e Davesco-Soragno, che è stato rinviato a giudizio, si trova in regime di espiazione anticipata della pena. I reati che gli vengono imputati sono quelli di appropriazione indebita, truffa, amministrazione infedele aggravata, falsità in documenti e riciclaggio. Anche adesso che è in carcere riceve lettere e attestati di stima. Non solo. Ci sono persone che lo vanno a visitare. Amici, conoscenti.

Ha lasciato la Fondazione dedicata al nipote – Don Tamagni, noto per essere lo zio di Damiano, brutalmente ucciso al carnevale di Locarno nel 2008, avrebbe sottratto il denaro in primis ai genitori. Ma anche a un legato, alla parrocchia e, in minima parte, alla Fondazione Tamagni di cui don Samuele era vice presidente. Il passato è d'obbligo perché nel frattempo il sacerdote ha rassegnato le dimissioni da questa carica.

Amarezza – In carcere anche il 27enne italiano che il sacerdote avrebbe conosciuto nel 2016 presso la casa per anziani di Cadro. Don Tamagni si sarebbe infatuato di lui. Il 27enne è a sua volta accusato di appropriazione indebita, esercizio illecito della prostituzione, riciclaggio di denaro e ottenimento illecito di prestazioni di un'assicurazione sociale o dell'aiuto sociale. Don Samuele manifesterebbe tanta amarezza per l'accaduto, consapevole che il fatto di essere prete l'ha spinto ulteriormente nell'occhio del ciclone. E si porrebbe tante domande sul suo futuro, una volta espiata la pena. 

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