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CANTONE
06.09.2021 - 06:000

Giardinieri sotto pressione: la denuncia dell'Ocst

Straordinari non pagati, condizioni di lavoro irregolari, ricatti. Una ditta di giardinaggio nel mirino dell'Ocst

L'associazione di categoria Jardinsuisse: «Settore in difficoltà, troppe piccole aziende irregolari». E dopo il flop della Lia, s'invoca una nuova regolamentazione

LUGANO - La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un incidente con il furgone della ditta, a settembre scorso. Una manovra infelice durante un intervento, la gru porta-carichi si guasta. I danni ammontano a 10mila franchi, e il datore di lavoro pensa bene di rifarsi sul conducente. «O paghi - dice - o ti lascio a casa». 

Storie di ordinaria irregolarità in una ditta di giardinaggio del Sottoceneri, finita nelle scorse settimane nel mirino dell'Ocst. Il lavoro "nero" è un problema antico e sempreverde nel settore in Ticino: i sindacati e l'associazione padronale Jardinsuisse da tempo segnalano abusi soprattutto nelle piccole e piccolissime imprese. Ma anche quelle di dimensioni maggiori a quanto pare non fanno eccezione. 

La ditta in questione, una quarantina di addetti, è appaltatrice di lavori pubblici - comunali e cantonali - in tutto il Ticino. E non sarebbe nuova a "sgarrare" da quanto previsto dai contratti collettivi. Straordinari non pagati - si parla di centinaia di ore all'anno, per singolo lavoratore -, collaboratori interinali costretti a "timbrare" meno ore del vero e a lavorare il sabato fuori contratto: il sindacato contattato conferma di avere aperto una vertenza «a seguito della segnalazione di alcuni lavoratori».

«Stiamo effettuando tutte le verifiche del caso» spiega Marco Rocca (Ocst). «Le irregolarità emerse riguardano principalmente la mole di lavoro. E le comunicazioni all'agenzia interinale sistematicamente falsate dai dipendenti su ordine del proprietario della ditta». 

Per Jardinsuisse - che rappresenta in Ticino 100 aziende con circa 650 dipendenti - occorrono più controlli. «Negli ultimi anni sono nate tantissime micro-imprese spesso individuali, che sfuggono a ogni regola. Le aziende più grandi sono quindi sotto pressione e faticano a inseguire prezzi sempre più bassi» spiega il presidente Fabio Forni. Il fallimento della storica ditta Stierlin di Muzzano (25 dipendenti) è un po' «il simbolo di una crisi drammatica su cui la politica dovrebbe chinarsi». 

Una crisi di cui fanno le spesse tutti. Per ripagare il furgone incidentato «il dipendente ha dovuto attingere ai propri risparmi e lavorare per diversi sabati gratuitamente, il tutto senza ricevere alcuna perizia o giustificativo» racconta Rocca. A luglio, l'azienda non gli ha versato lo stipendio. A quel punto è scattata la vertenza sindacale. 

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