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CANTONE
23.08.2021 - 18:450
Aggiornamento : 19:47

La ristorazione fa i conti col telelavoro e il maltempo

La situazione del settore sta migliorando, ma non abbastanza. Il futuro dipende ancora dalla pandemia

Il presidente di GastroTicino: «Difficile tracciare un quadro generale, in Ticino ci sono diverse realtà»

LUGANO - Il settore turistico ticinese sta volando, con risultati positivi non soltanto rispetto al 2020 (un anno che, con la comparsa del coronavirus, per il settore è da dimenticare), ma anche nel confronto con il 2019. Lo stesso non vale invece per la ristorazione, che dopo la riapertura della scorsa primavera (dapprima delle terrazze poi anche degli spazi interni) continua a faticare.

Nel secondo trimestre di quest'anno - come si evince dai dati diffusi dall'Ufficio cantonale di statistica - nonostante un miglioramento, la ristorazione riporta «ancora una maggioranza di gerenti con volumi di vendita in calo». Insomma, si tratta al momento di un bilancio in chiaroscuro.

«Non è possibile tracciare un quadro generale che vale per tutto il territorio ticinese: abbiamo a che fare con diverse realtà» precisa Massimo Suter, presidente di GastroTicino. Si contano infatti le destinazioni turistiche, in cui il settore sta beneficiando della presenza dei turisti.

Telelavoro e maltempo - Altrove, per esempio nelle città, i locali sentono invece ancora la mancanza della clientela business. Il Consiglio federale ha revocato lo scorso 26 giugno l'obbligo di telelavoro. Ma dopo un'esperienza durata mesi, non mancano le aziende che hanno deciso di mantenere questa modalità di lavoro, seppur parzialmente. Ecco quindi che: «L'home office ci ha penalizzati e ci penalizza tuttora» sottolinea Suter.

Poi - e qui si guarda già all'andamento della ristorazione durante il periodo estivo - il settore ha dovuto fare i conti anche col maltempo. Il presidente di GastroTicino fa riferimento, in questo caso, in particolare ai grotti: «Hanno sofferto per la meteo di luglio, ma anche la scorsa primavera quando si poteva lavorare soltanto con la terrazza».

Ora per il settore è difficile prevedere l'andamento dei prossimi mesi. Tuttora «dipendente dalla pandemia». E quindi da eventuali restrizioni in Svizzera che potrebbero entrare in vigore, ma anche da eventuali decisioni all'estero: «Bisogna capire se gli stranieri potranno ancora venire in vacanza in Ticino».

Turismo e fidelizzazione - Nel frattempo, come detto, nel nostro cantone si registra comunque un netto aumento dei pernottamenti: +27,4% rispetto al 2019. Un aumento che, come ci diceva Lorenzo Pianezzi di HotellerieSuisse Ticino, è ancora da ricondurre alle incertezze della pandemia. Ma che ora richiede più impegno da parte del settore turistico per fidelizzare il visitatore al nostro territorio.

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