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CANTONEBoom di pernottamenti, «ma il cliente va fidelizzato con nuove proposte»

05.08.21 - 07:01
Anche quest'anno gli alberghi ticinesi stanno facendo il pieno di ospiti, registrando un +27,4% rispetto al 2019
Tipress (immagine illustrativa)
Boom di pernottamenti, «ma il cliente va fidelizzato con nuove proposte»
Anche quest'anno gli alberghi ticinesi stanno facendo il pieno di ospiti, registrando un +27,4% rispetto al 2019
Secondo il presidente di HotellerieSuisse Ticino, i dati sono positivi ma ora servono idee dal richiamo internazionale

LUGANO - Per gli alberghi ticinesi, il 2021 si sta rivelando un anno eccezionale. Lo si evince dai dati relativi al primo semestre pubblicati dall'Ufficio federale di statistica, che mostrano un aumento dei pernottamenti, anche nel confronto col periodo precedente la pandemia: si parla infatti di un +27,4% rispetto al 2019. È invece scontato l'incremento del 172,5% nel confronto con lo stesso periodo del 2020.

«Si tratta di un aumento che è tuttora dovuto alla situazione pandemica: viaggiare all'estero non è ancora così facile come si pensava all'inizio della stagione estiva» commenta Lorenzo Pianezzi, presidente della sezione ticinese di HotellerieSuisse.

I visitatori - che provengono soprattutto dal resto della Svizzera - sembrano quindi arrivare in Ticino a causa delle incertezze legate ai viaggi internazionali. Ma ora che scoprono (o riscoprono) il nostro territorio, bisogna saperseli tenere stretti. «Se li trattiamo bene, poi tornano» afferma ancora il nostro interlocutore, sottolineando che il Ticino offre «un mix affascinante tra clima mediterraneo, città e natura».

Il paesaggio non basta - Ma questo di certo non è sufficiente per fidelizzare il visitatore al nostro territorio. Secondo Pianezzi, «il settore turistico deve osare di più». Insomma, bisognerebbe guardare oltre il paesaggio, creando attrazioni con richiamo internazionale. «Troppi progetti si trovano confrontati con ostacoli e difficoltà, finendo poi nel cassetto».

Il rappresentante del settore alberghiero pensa, per esempio, alla passerella di circa tre chilometri che avrebbe potuto collegare Ascona alle Isole di Brissago. «Avrebbe attirato molti visitatori anche internazionali, con ricadute positive per tutto il cantone: ci sarebbe stato un boom turistico senza dover ricorrere alla pandemia» dice.

Alberghi confrontati con clienti «esigenti» - Ma anche gli albergatori devono sapersi rinnovare: «Sappiamo che dobbiamo investire per stare al passo coi tempi». Una necessità, questa, di cui il settore si rende particolarmente conto ora che lavora soprattutto con la clientela elvetica, «che è molto esigente». Si tratta di visitatori che all'estero frequentano hotel di categoria superiore, ma che qui allo stesso prezzo vanno nei “tre stelle”, «chiedendo però servizi da cinque stelle». Bisogna quindi «aumentare la qualità, facendo comunque sempre quadrare il bilancio» sottolinea Pianezzi.

Maltempo... senza alternative - Nel frattempo, dopo un semestre dai risultati positivi, ora gli alberghi e il settore turistico sono alle prese con una stagione estiva caratterizzata dal maltempo. Un maltempo che «sorprendentemente» non sta però facendo scappare gli ospiti: «Non abbiamo praticamente cancellazioni e se ce ne sono, per le stanze si trova in poco tempo un altro cliente». Come si spiega? «Per tanti il Ticino è al momento l'unica destinazione frequentabile, senza alternative». Una situazione del genere, aggiunge Pianezzi, si osserva nell'Oberland bernese e nei Grigioni.

Il 2021 sarà comunque «un anno con risultati eccezionali». E questo anche considerando che il turismo congressuale e d'affari è ancora praticamente assente. Per il ritorno alla normalità di quest'ultimo settore bisognerà verosimilmente attendere «tre-quattro anni» conclude Pianezzi.

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