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LUGANO
10.06.2021 - 16:330
Aggiornamento : 17:22

Ex Macello: «Volevamo demolire soltanto il tetto»

L'Esecutivo sostiene, in una nota, che si trattava di un intervento «di natura minore»

Per fare luce su quanto effettivamente accaduto nella notte tra il 29 e il 30 maggio nel comparto, anche il Municipio avvia un'inchiesta

LUGANO - «Il Municipio di Lugano non ha mai autorizzato la demolizione completa dello stabile». È quanto precisa oggi l'Esecutivo comunale, dopo essersi riunito per accertare i fatti che hanno avuto luogo nella notte tra il 29 e il 30 maggio scorsi.

«L'intervento sull'immobile, prospettato intorno alle 21.30 dalla polizia per ragioni di sicurezza delle persone, era di natura minore - si legge in una nota - e riguardava sostanzialmente il tetto». Il Municipio ha pertanto deciso di avviare un'inchiesta interna, complementare alle procedure penali e amministrative in corso, per fare luce sulla dinamica di quanto accaduto.

L'apertura al dialogo - Nel frattempo il Municipio conferma nuovamente la sua disponibilità a dialogare con tutte le diverse realtà autogestite presenti in città che negli scorsi giorni si sono fatte avanti e desiderano essere riconosciute e sostenute nelle loro attività. A una condizione: «Il rispetto della convivenza civile e delle leggi vigenti» precisano le autorità. L’auspicio dell'Esecutivo è che approfondimenti e accordi anche su questo tema possano essere condivisi nel quadro di una nuova convenzione. «Ciò che ha portato alla decisione di sgombero è infatti stata una serie di derive illegali che la Città non ha potuto, non può e non potrà neanche in futuro tollerare».

Una sede per l'autogestione - Prima della demolizione, il Municipio aveva già avviato degli approfondimenti per trovare un luogo che potesse sostituire l'ex Macello, per cui era stato deciso lo sgombero. Tra le soluzioni possibili vi è il sedime del Consorzio Medio Cassarate, un comparto di 9'522 metri quadri situato in via della Stampa a Cadro, di fronte alla sede della Protezione civile. La Città intende destinare una parte del sedime (circa 1'400 metri quadri) all'autogestione.

Mediazione - Il Municipio ritiene opportuna un’attività di mediazione fra istituzioni e autogestione che permetta di trovare soluzioni in tempi ragionevoli, accoglie quindi favorevolmente la possibilità - oggetto anche di atti parlamentari in Gran Consiglio – di impostare tale attività; la Città ritiene, in particolare, che il coinvolgimento del Cantone alla ricerca di soluzioni resti necessario.

Il recupero degli effetti personali - Nel rispetto delle disposizioni emanate dalla Magistratura, a breve la Città organizzerà inoltre la possibilità di recuperare effetti personali, mobilio e libri rimasti negli spazi dell'ex Macello. «Il CSOA Il Molino occupava, infatti, anche buona parte degli edifici esistenti, il cui accesso è attualmente precluso. In questi spazi sono custoditi beni che potranno essere recuperati». Per la presa di contatto e recupero degli effetti personali, gli interessati sono invitati ad annunciarsi scrivendo a effettipersonali@lugano.ch. Saranno quindi contattati con le informazioni di dettaglio (giorno, orario, luogo e modalità di recupero).

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