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09.06.2021 - 14:270

Penuria nelle cure: il piano del governo

In Ticino mancano operatori socio-sanitari. Decs e Dss vogliono puntare sulla formazione di personale residente

BELLINZONA - Un piano quadriennale, per sopperire alla mancanza cronica di personale "indigeno" nel settore socio-sanitario. Lo ha avallato oggi il Consiglio di Stato, licenziando un messaggio proposto da Decs e Dss.

Il piano ProSan 2021-2024 costituisce «una risposta concreta alla necessità di accrescere la formazione di operatori residenti in Ticino nelle professioni sociosanitarie» si legge in una nota di Palazzo delle Orsoline. Una sfida sempre più importante, visto l'invecchiamento della popolazione. 

In Ticino esiste una «penuria di professionisti in tutti gli ambiti delle cure» ricorda il Consiglio di Stato. Le cause sono «l'invecchiamento della popolazione, la sempre maggiore complessità delle esigenze di cura, l'elevata percentuale di abbandoni e un numero ancora insufficiente di diplomati residenti». 

Il piano, definito sulla base di proposte elaborate dall’Osservatorio sulle professioni e prospettive professionali nel settore sociosanitario, con tre ambiti prioritari d’azione.  

Il primo, di ordine finanziario, prevede il sostegno alle persone in formazione mediante l’allineamento e l’adeguamento delle indennità formative degli studenti delle scuole specializzate superiori (SSS) e SUPSI, e l’introduzione di un nuovo assegno di formazione terziaria che, in maniera analoga all’attuale assegno di riqualificazione previsto dalla Legge sugli aiuti allo studio, permette la copertura del minimo vitale durante la formazione là dove vi è necessità. Allo stesso tempo vengono adeguate anche le indennità percepite durante gli stage formativi degli allievi e delle allieve della Scuola specializzata per le professioni sanitarie e sociali (SSPSS).  

Il secondo ambito d’azione, di ordine organizzativo e strategico, stabilisce l’entrata in funzione dell’Unità di coordinamento degli stages sociosanitari, così come l’obbligo formativo per gli enti sociosanitari, nonché l’introduzione di un riconoscimento finanziario agli enti formativi e l’ampliamento dell’attuale centro di simulazione situato al Centro professionale sociosanitario medico-tecnico di Lugano.  

Il terzo ambito, infine, prevede il consolidamento e la promozione di progetti e misure già in atto nelle unità amministrative e negli enti sociosanitari tesi a scoraggiare l’abbandono professionale, nonché utili a favorire il rientro professionale di chi ha lasciato il settore in questione.  

Il costo finanziario a regime dal 2024 è stimato tra 4,9 e 6,6 milioni di franchi annui. Ma il costo definitivo dipenderà dalle scelte del Consiglio di Stato sulle indennità riconosciute agli allievi susseguenti all’adozione delle modifiche legislative cantonali e al contributo della Confederazione previsto dal controprogetto indiretto all’iniziativa popolare federale “Per cure infermieristiche forti”, il cui voto finale alle Camere federali è previsto il 18 giugno 2021. 

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