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CANTONE
21.05.2021 - 14:320
Aggiornamento : 27.05.2021 - 09:17

Nei Grigioni per vendere case ticinesi: «Irregolare, denunceremo»

Una fiduciaria immobiliare appena sorta fa storcere il naso ai colleghi in Ticino

Il presidente di Svit Ticino, Giuseppe Arrigoni: «L'autorità di vigilanza ora può andare a prenderli»

LUGANO - Fuggito in Italia per scappare da un precetto esecutivo a cinque zeri e da dipendenti mai pagati. Rientrato, ora, dalla porta di servizio. Come? Sfruttando quella che è stata definita “la zona offshore della Svizzera”: il Moesano.

Da alcuni anni, proprio nei Grigioni, si denuncia il fiorire di società bucalettere, in parte riconducibili a italiani fuggiti alla morsa dei controlli (sempre più rigorosi) in Ticino. Società che spesso si avvalgono di prestanomi locali che, in questo modo, rendono difficile il compito di capire chi sia il vero titolare.

Proprio a Roveredo, ridente località con l'anima da Cayman, il soggetto in questione* ha messo in piedi questo acceleratore immobiliare. Un'agenzia che tratta la compravendita e l'affitto di soli immobili in Ticino.

«Una situazione totalmente irregolare», sottolinea Giuseppe Arrigoni, fiduciario immobiliare e Presidente di Svit Ticino. «Nei Grigioni - spiega - non è richiesta nessuna iscrizione a un'autorità di vigilanza, al contrario di quanto avviene in Ticino. Ecco perché si verificano casi simili. Queste agenzie possono, certo, trattare anche immobili fuori dal territorio cantonale, ma almeno il 70% deve essere nei Grigioni. D'altra parte sono vicini, non è raro che vadano ad amministrare e vendere stabili ticinesi. Ma non devono rappresentare la maggior parte del loro fatturato».

Non è questo il caso. Sul sito si notano esclusivamente case ad Agno, Viganello, Mezzovico... «Denunceremo all'autorità di vigilanza - assicura Arrigoni -. A tal proposito invitiamo tutti i nostri soci a segnalare situazioni simili. Anche perché, da qualche tempo, è nata una collaborazione che permette all'autorità di vigilanza di "varcare" i confini cantonali e andare a prendere anche queste società nei grigioni».

L'invito di Arrigoni e affidarsi a realtà locali: «Noi abbiamo un'assicurazione RC contro eventuali danni che possiamo causare al cliente. Spesso, questa gente non è neanche assicurata, non ha tutti quei requisiti che sono invece obbligatori in Ticino».

«Coira forse si sta svegliando» - «Un tema purtroppo noto e la conferma che il problema non è risolto. Malgrado il registro di commercio cantonale sia già stato avvertito di situazioni simili», sottolinea Nicoletta Noi-Togni, sindaco di San Vittore e da tempo attiva nella lotta alle società bucalettere e le irregolarità commerciali che si stanno instaurando nel grigioni italiano. «Specie da quando in Ticino i controlli sono diventati severi».

La Sindaca è fiduciosa in un prossimo cambio di rotta: «Da quando il problema ha iniziato a interessare anche la zona dei Grigioni di lingua tedesca sembra che a Coira si siano svegliati. Sono stati promessi controlli più severi».

Dal canto suo Noi-Togni fa il possibile: «Segnalerò questa situazione alla collega di Roveredo. Da quando sono in Municipio abbiamo fatto verifiche più approfondita ed è emerso di tutto: uffici che in realtà erano dei campi o cascine diroccate. C'è bisogno di un intervento a livello Cantonale per smuovere qualcosa, il fenomeno è già preoccupante».

*identità nota alla redazione

Commenti
 
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Brontolo pensionato 5 mesi fa su tio
Leggendo l'articolo, riferendomi alla regola che un'immobiliare residente in grigioni deve avere il 70 per cento di immobili gestiti nel proprio cantone, mi chiedo: Ma che fine ha fatto il libero mercato? In democrazia una sana concorrenza non dovrebbe garantire al cliente un migliore servizio?.... naturalmente il fiorire di società buca lettere è un altro discorso che andrebbe risolto.
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