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Il dottor Franco Tanzi al Solarium di Gordola.
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05.01.2021 - 06:360
Aggiornamento : 11:05

«Il Covid muta? Motivo in più per vaccinarsi»

Così la pensa Franco Tanzi, responsabile dell'area medica di ADiCASI. Nelle case per anziani la campagna è partita.

Il geriatra getta uno sguardo anche agli ospedali: «Personale sfinito. E probabilmente, proprio per questo, più soggetto a contagi. Ora serve davvero la responsabilità di tutti».

GORDOLA - La campagna di vaccinazione anti Covid-19 nazionale è ufficialmente partita anche a sud delle Alpi. Non senza qualche fantasma sullo sfondo. I letti delle cure intense negli ospedali sono sempre più pieni. La task force federale che si occupa del Covid, inoltre, lancia proiezioni preoccupanti in vista della primavera, in particolare considerando la mutazione britannica. Come si fa a vedere la luce in fondo al tunnel con premesse del genere? Tio/20Minuti ne ha discusso con Franco Tanzi, responsabile dell'area medica di ADiCASI, l'associazione che raggruppa le case per anziani della Svizzera italiana. 

La campagna di vaccinazione è partita dalle case per anziani. Ma è messa un po' in ombra dall'innalzamento dei contagi e dalle ipotesi "catastrofiche" della task force federale. Cosa ne pensa?
«Le mutazioni del virus hanno aggiunto un elemento di incertezza alla situazione. Queste varianti, come già detto, saranno però comunque neutralizzate dal vaccino. La proteina Spike, che permette al Covid-19 di entrare nelle cellule, non è mutata. Sono mutate altre caratteristiche, tra cui la contagiosità. È l'alta contagiosità che dobbiamo tenere a bada in questo preciso momento». 

Non è un aspetto di poco conto...
«Ovvio. La mutazione del virus, però ha dato, in un certo senso, un'accelerazione anche alla campagna di vaccinazione».

Tradotto: si sa che il Covid-19 è più contagioso, e quindi bisogna sbrigarsi con le vaccinazioni? 
«Oggi ci sono diversi motivi per cui è importante che più persone si proteggano tramite il vaccino».

Più ci si vaccina e meno il virus circolerà?
«Diciamo che le mutazioni rappresentano uno stimolo ulteriore, un motivo in più, per vaccinarsi».

Siamo davvero a una svolta?
«Ritengo di sì. Ci sono ancora diverse incognite. Non sappiamo quanto dura l'effetto del vaccino ad esempio. Lo scopriremo solo col tempo. Al di là di tutto, però, credo che sia stato fatto un passo importantissimo».

C'è chi sostiene che anche se il Covid-19 dovesse mutare in maniera drastica ed estrema ci sarebbe comunque la soluzione. Qual è il suo parere?
«Speriamo ovviamente che non si presenti uno simile scenario. La scienza, in ogni caso, si dice pronta su questo. Nel caso più estremo, si dovrebbe isolare l'RNA messaggero di un'eventuale nuova proteina. E di conseguenza dovrebbe ripartire tutta la "macchina" per il vaccino. Compresa la produzione. Ma grazie alle conoscenze acquisite finora tutto si verificherebbe in modo più veloce. Nel giro di un paio di mesi ci sarebbe, in ogni caso, un eventuale nuovo vaccino. È quanto sostengono i ricercatori». 

Qual è la sua opinione sugli appelli della task force federale anti Covid?
«La task force è composta da medici. E io sono medico. Dal punto di vista sanitario siamo preoccupati per la situazione negli ospedali. Abbiamo un numero elevato di pazienti ricoverati. E abbiamo anche il personale sfinito».

Si è parlato spesso ultimamente di infermieri allo stremo delle forze nelle strutture sanitarie. Cosa ci può dire a tal proposito? 
«È la realtà dei fatti. Vediamo più contagi tra il personale sanitario rispetto al passato. Forse perché è stanco, distratto. Questo campanello d'allarme deve responsabilizzare ulteriormente la popolazione in questa nuova fase della pandemia. Il vaccino è arrivato, è efficace, ma non siamo ancora alla fine. Serve davvero ancora uno sforzo da parte di tutti». 

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Ultimo aggiornamento: 2021-09-25 12:38:03 | 91.208.130.89