CANTONEChiusura delle biblioteche: i comunisti interrogano il governo

20.12.20 - 08:56
Domandano come intenda sopperire alla carenza di luoghi di studio e se sia possibile chiedere deroghe a Berna.
Keystone
Chiusura delle biblioteche: i comunisti interrogano il governo
Domandano come intenda sopperire alla carenza di luoghi di studio e se sia possibile chiedere deroghe a Berna.

BELLINZONA - A seguito dell'appello lanciato ieri dalla Gioventù Comunista, il Partito Comunista interroga il Consiglio di Stato in merito alla chiusura delle biblioteche e dei musei causa Covid-19 decretata dal Consiglio federale.

«Non entriamo nel merito delle contraddizioni di tali misure (biblioteche chiuse, piste da sci aperte, industria non essenziale a pieno regime), ma non possiamo non segnalare come si tratti di una decisione problematica soprattutto per molti studenti che stanno affrontando un percorso accademico, nella misura in cui il mese di gennaio è risaputo essere periodo di esami universitari che non ci risulta siano stati posticipati», scrivono i granconsiglieri Massimiliano Ay e Lea Ferrari in un'interpellanza inoltrata al governo cantonale. «Non tutti gli studenti, in particolare coloro di origine sociale meno agiata, vivono in condizioni favorevoli allo studio e al lavoro autonomo», aggiungono, riprendendo le considerazioni della formazione giovanile del partito e ricordando che «le biblioteche non sono un banale deposito di libri, bensì spesso principalmente un luogo di studio». Esse sono talvolta inoltre fonte di reddito per alcuni studenti, che vi si dedicano a lavori accessori.

Per questo, il Partito comunista chiede come il Cantone intenda far fronte alla necessità «di molti giovani ticinesi» di luoghi di studio adeguati. I due granconsiglieri interrogano altresì il governo sulla possibilità di richiedere una deroga a Berna e domandano infine quanti siano gli studenti che lavorano in biblioteche e altre strutture culturali in Ticino.

Le domande del Partito Comunista al Consiglio di Stato
1) Come intende far fronte il Cantone all'esigenza di molti giovani ticinesi che stanno attraversando un percorso formativo, specialmente universitario, e che non dispongono di condizioni adeguate allo studio al proprio domicilio, di poter disporre di uno spazio di studio in cui lavorare autonomamente? Il Cantone può mettere eventualmente a disposizione gratuitamente degli spazi per lo studio nel rispetto delle norme sanitarie attualmente in vigore (ev. invitando le amministrazioni comunali a procedere allo stesso modo)?
2) Il Cantone può chiedere una deroga alla Confederazione affinché strutture come biblioteche e aule di studio restino a disposizione almeno degli studenti e del personale universitario – naturalmente nel rispetto delle misure sanitarie (numero massimo di persone all’interno, mascherine obbligatorie e distanziamento fisico) anche nel corso del prossimo mese?
3) Nelle università d'Oltralpe buona parte del personale bibliotecario è composto di studenti. Quanti sono gli studenti-lavoratori in questo ambito nelle strutture bibliotecarie e culturali ticinesi? È previsto un indennizzo per le entrate mancate a causa della impossibilità di lavorare di queste particolari figure?

COMMENTI
 
TI72 2 anni fa su tio
Ma sti comunisti non hanno altre cose più importanti da fare? Oggi esiste internet con ebook e le biblioteche online, quindi non ha nessun senso questa interpellanza, concordo solo che certe disposizioni date dal governo per contrastare il Covid sono ridicole e senza nessuna base scientifica
Güglielmo 2 anni fa su tio
in cirillico?.....
lollo68 2 anni fa su tio
Nelle biblioteche c'è l'obbligo delle mascherine e la distanza sociale può essere mantenuta. Basta vietare di portare qualsiasi cibo!
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