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Daniele Finzi Pasca.
CANTONE
10.11.2020 - 20:160
Aggiornamento : 11.11.2020 - 08:52

«È un momento durissimo, per tutti»

La Compagnia Finzi Pasca messa alle strette dal Covid. «Difficile pagare gli stipendi». Lo sfogo del maestro

LUGANO - Daniele Finzi Pasca è tra i firmatari di punta dell'appello lanciato ieri dal mondo della cultura al governo. La compagnia omonima è un'eccellenza ticinese in difficoltà «al pari di altre realtà più piccole» e fatica a pagare gli stipendi dei suoi 47 collaboratori.

«La cultura è un bene di prima necessità, ma le autorità sembrano non riconoscerlo appieno» spiega la co-fondatrice Maria Bonzanigo. La compagnia ha chiesto e ottenuto il lavoro ridotto, ma «solo in parte e in misura non sufficiente» per cui «come altre realtà stiamo stringendo i denti e cercando di minimizzare i costi fissi, che non sono pochi». 

In un contesto già durissimo, il limite ai raduni di 5 persone annunciato domenica dal Consiglio di Stato è stato un colpo di mannaia. Il dietrofront annunciato in serata dal governo è una buona notizia. Ma non è certo la fine dei problemi. 

Le restrizioni al pubblico «sono evidentemente un grosso ostacolo il nostro settore come lo sono per tanti altri» ha commentato nel pomeriggio a tio.ch/20minuti Daniele Finzi Pasca. L'artista ha precisato come l'appello alle autorità non fosse «un gesto di protesta» bensì «una manifestazione delle difficoltà che il teatro e la cultura stanno vivendo in questo momento drammatico, che tocca tutti». 

L'artista, la cui madre anziana «è ricoverata per Covid alla clinica Moncucco», non minimizza l'emergenza sanitaria. «Viviamo una situazione difficile e complessa sotto il profilo sanitario, umano, lavorativo» spiega. «In questo momento è importante essere uniti e solidali, empatizzare gli uni con gli altri, perché i problemi sono tanti e diversi. Non chiediamo di essere privilegiati, ma ascoltati». 

La Compagnia Finzi Pasca ha lanciato questa estate il nuovo spettacolo Lunapark, che nelle prime tre giornate al LAC ha attirato un pubblico di 7mila persone. Le date previste a Milano, Torino, Ginevra e San Pietroburgo sono state annullate. «Dal punto di vista professionale è un momento durissimo» ammette il maestro. «Sono abituato a lavorare con un gruppo di trenta creativi, e l'ultima volta che ci siamo visti tutti insieme risale a marzo. Non mi era mai successo niente di simile nella mia carriera». 

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