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LUGANO
09.09.2020 - 20:030

Taxi: la decisione del TRAM ha “congelato” il concorso

Respinto il ricorso contro la nuova ordinanza pubblicata nel 2015. La questione sarà a breve sul tavolo del Municipio

Nel frattempo i tassisti luganesi da mesi attendono l'esito del concorso che era stato promosso per una trentina di licenze

LUGANO - Il mondo dei taxi luganesi è destinato a cambiare. Da almeno cinque anni. Nel 2015 l’Esecutivo cittadino aveva infatti pubblicato una nuova ordinanza volta a rivedere il settore. Ma la “rivoluzione” era stata da subito bloccata da un ricorso presentato dai tassisti A (si tratta della categoria che ha diritto alla sosta sull’area pubblica).

Nel frattempo la Città è quindi rimasta ferma alla vecchia ordinanza. E con il passare degli anni, i tassisti di categoria A sono irrimediabilmente diminuiti. Tanto da indurre le autorità comunali a lanciare un concorso, a dicembre 2019, per il rilascio di una trentina di nuove licenze per rimpolpare il settore. Un concorso al quale hanno partecipato circa settanta tassisti. Ma di cui non si è poi saputo più nulla: «Da svariati mesi aspettiamo di conoscere l’esito del concorso e continuiamo a operare nell’incertezza. E con la pandemia la nostra situazione non è migliorata» ci dice uno di loro.

La decisione del TRAM - In effetti il concorso è al momento «congelato», come ci conferma il vicesindaco Michele Bertini, titolare del Dicastero sicurezza. Questo perché proprio durante la fase di concorso è giunta la decisione del Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) in merito al ricorso contro la nuova ordinanza: il ricorso è stato respinto. Di fatto è quindi stata confermata la visione elaborata dall’Esecutivo cittadino. Ma la sentenza ha complicato la situazione, in quanto ora le autorità si ritrovano con un concorso a cui hanno preso parte settanta tassisti e una nuova ordinanza da mettere in atto. «Si sono rese necessarie delle verifiche giuridiche per poter procedere correttamente» ci dice ancora il vicesindaco. E non sono nemmeno mancati i ritardi dovuti all’emergenza sanitaria.

Ma la questione finirà sul tavolo del Municipio in una delle prossime sedute, ci assicura Bertini: «Siamo consapevoli del fatto che si tratta di una situazione che va affrontata al più presto».

Una questione anche cantonale - In ogni caso a Lugano come nel resto del Ticino, la gestione dei taxi «non è più al passo coi tempi», come era emerso nell’estate del 2019 da un incontro convocato dal Dipartimento delle istituzioni volto a esaminare la situazione del settore a livello cantonale. Da qui la necessità di rivedere l’impostazione della gestione delle concessioni con l’obiettivo di uniformare o avvicinare maggiormente le singole ordinanze comunali.

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