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LOCARNO / BERNALe luci della pista tornano a far discutere

08.08.20 - 17:39
Interpellanza di Bruno Storni al Consiglio federale. Salta fuori che manca la vecchia licenzia edilizia
TiPress - foto d'archivio
Le luci della pista tornano a far discutere
Interpellanza di Bruno Storni al Consiglio federale. Salta fuori che manca la vecchia licenzia edilizia

LOCARNO - Le luci della pista principale dell'aeroporto di Locarno tornano a far discutere. Il consigliere nazionale socialista Bruno Storni ha infatti presentato un'interpellanza a Berna affinché "si faccia luce sulle luci".

Ma andiamo con ordine. A inizio estate dello scorso anno era stato annunciato che la procedura federale di approvazione del progetto di sostituzione delle vecchie luci della pista principale avrebbe ricevuto preavviso negativo dal Cantone. Per questo in settembre Fabio Käppeli aveva inoltrato un’interrogazione al Governo. Il servizio tecnico, chiamato a formulare delle osservazioni, aveva posto grande attenzione per gli aspetti naturalistici. Pareri opposti erano invece stati espressi dal Municipio di Locarno e dalle due direzioni civili e militari dell’aeroporto. Ma il Consiglio di Stato aveva precisato che la competenza decisionale per autorizzare la sostituzione delle luci della pista principale è esclusivamente dell’Autorità federale, a cui compete la ponderazione finale dei vari elementi.

Nella risposta a un'interpellanza di Fabio Regazzi in febbraio il Consiglio federale conferma che i piani di sostituzione dell'illuminazione della pista militare a Locarno non possono ancora essere approvati e che l'UFAM non si è ancora espresso ma ha auspicato una perizia della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio.

Il socialista Bruno Storni ha quindi presentato un'interpellanza per capire se «il progetto promosso da Armasuisse immobili è in discordanza con ordinanze federali» e se «l’attuale impianto fisso, che si vuole sostituire, è stato posato in assenza di procedure di approvazione formali». Dalle colonne de la Regione gli ha risposto oggi qualcuno dagli "ambienti dell’aeroporto cantonale di Locarno-Magadino". «Le luci pista posate a inizio anni Settanta sono corrette. Manca solo la formale licenza edilizia e/o autorizzazione...  I proprietari/progettisti della stragrande maggioranza delle infrastrutture pubbliche, private o civili-militari costruite decenni fa non sono in grado di produrre tali atti».

Parole che non sono piaciute al socialista. «Pur essendo Municipale, Consigliere Nazionale e già Gran Consigliere ammetto di non saperlo affatto - scrive -. Spero proprio che ciò non sia prassi in Svizzera». E conclude: «Altro che “Far luce sulle Luci” come chiedo nell'interpellanza alla Confederazione, qui ci vogliono i fari del Wankdorf (già Stade de Suisse)».

COMMENTI
 
volabas 2 anni fa su tio
tipik fasctidi da socialista con zero problemi da tira innanz....e io pagoooo
Hammer 2 anni fa su tio
Tal chi un altro cui fasctidi gras che a gaa mia una vaga idea da qua ca ien i veri problemi di gent.
Hammer 2 anni fa su tio
Tal chi un altro sinistroide sinistrato! E al dimostra dumaa qua ca ien i soo fastidi senza vec una vaga idea di veri problemi che gaa la gent! ta meritat mia ula cadrega, anzi ta duresat pagaa indrée tüt i danee che ta ma see custaa fin adess!
tip75 2 anni fa su tio
ahahhhaha che novità ...che stiano saltando fuori gli altarini ticinesi?
sedelin 2 anni fa su tio
sono passati 50 anni! perché perdersi in un cavillo così antico? cosa cambia? che beneficio porta?
Gus 2 anni fa su tio
L'importante è sottolineare le proprie cariche politiche. Chi si loda s'imbroda!
Ul Cunili 2 anni fa su tio
Le luci sono corrette...manca solo la licenza edilizia...ahahah soliti pagliacci. Poi é tutto l'aeroporto ad essere fuori legge. Messo li in zona naturalistica di importanza nazionale. Ma si sa che come il silos Ferrari, il Compodino, il silos Melezza, ecc..dove comandano o hanno interessi personali i soliti politicanti Ticccinesi, va tutto bene.
ziopecora 2 anni fa su tio
l'aeroporto di Locarno è stato inaugurato nel 1939, quando non vi erano né zone naturalistiche né rompiscatole che hanno come principale occupazione quella di inventarsi stupidaggini.
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