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Quelli che lavorano, ma non sono competenti

CANTONEQuelli che lavorano, ma non sono competenti

18.06.20 - 06:00
Due aziende su dieci sostengono che i propri dipendenti non siano adeguatamente formati
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Quelli che lavorano, ma non sono competenti
Due aziende su dieci sostengono che i propri dipendenti non siano adeguatamente formati
Sono i primi risultati di un'indagine condotta dalla SUPSI e dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS)

LUGANO - In generale, le aziende ticinesi sono piuttosto soddisfatte delle competenze dei propri lavoratori.

Tuttavia, 2 aziende su 10 ritengono inadeguate le competenze di alcuni dei loro dipendenti. Questa cifra aumenta in molti settori dell’economia ticinese, nei quali le imprese hanno dichiarato che almeno la metà dei lavoratori non è in grado di svolgere adeguatamente le proprie mansioni.

Si tratta dei primi risultati dell’indagine su 1'836 imprese ticinesi condotta dal Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale (DEASS) della SUPSI e dalla Divisione della formazione professionale (DFP) del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), nell’ambito del progetto chiamato Interreg SkillMatch-Insubria. 

I dipendenti - Le principali criticità sono state rilevate nelle grandi aziende (4 su 10 trovano inadeguate le competenze di alcuni dipendenti). Lo studio sottolinea però che quest'ultime sono anche quelle «meglio strutturate per diagnosticare i bisogni formativi e fornire una formazione continua ai propri dipendenti».

In particolare, un dipendente può non avere le competenze richieste per diversi motivi. In primis, può essere poiché i suddetti lavoratori sono nuovi nel ruolo o ancora in formazione, oppure poiché hanno una formazione inadeguata. Ma anche difficoltà di reperimento e mancanza di motivazione possono essere tra le cause.

Le aziende - È invece l’adozione e l'adattamento di nuove tecnologie a essere il principale fattore che determina uno scompenso delle competenze, soprattutto nelle grandi aziende.

La formazione continua è la soluzione a cui ricorrono quasi 2/3 delle aziende ticinesi per colmare i gap, ma la dimensione resta cruciale: al crescere della grandezza di un'azienda cresce anche il numero di coloro che offrono delle opportunità di formazione ai propri dipendenti.

Gli esperti - Ornella Larenza, ricercatrice del DEASS e Capo progetto di SkillMatch-Insubria, ha spiegato in una nota che «pur essendo stata effettuata prima dell’arrivo del Covid, questa indagine fornisce fondamentali indicazioni sulle priorità delle aziende in termini di tipologie di competenze ricercate oltre che su alcune principali cause dei "mismatch"».

Furio Bednarz, Capo dell’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione della Divisione della formazione professionale del DECS, ha invece sottolineato che «questa indagine ci aiuta a comprendere i bisogni delle aziende e dei lavoratori ed evidenzia l’importanza di servizi di supporto al matching tra domanda e offerta di lavoro e ai percorsi di professionalizzazione, come la Città dei mestieri, tanto più utili in un momento difficile come questo, che produce rischi ma anche nuove opportunità da cogliere disponendo delle necessarie competenze».

SkillMatchSurvey-Ticino ha beneficiato del patrocinio della Divisione dell’Economia (DFE), dell’Associazione Industrie Ticinesi e della Società degli impiegati del Commercio Sezione Ticino. Nel corso dell'autunno, il team di ricerca prenderà di nuovo contatto con le imprese per sondare eventuali cambiamenti introdotti dal Covid-19 sui principali risultati emersi finora.

COMMENTI
 
tazgana 2 anni fa su tio
a si, io 20 anni di cantiere, il mio vicino muratore idem, altro amico pensa dopo un diploma di commercio ne ha fatto un altro di giardiniere (paesaggista) vado avanti.................
SosPettOso 2 anni fa su tio
Per correttezza bisognerebbe eseguire lo stesso sondaggio rivolto alle capacità dei quadri/padroni e compilato dai dipendenti. Qua sotto un "87" parla di CCL come se fosse manna, magari uno di quelli da 3'2oo.- 6/7 x 9 ore al giorno come in agricoltura...
RemusRogue 2 anni fa su tio
Allora tu hai visto uno che buttava gli scatoloni vuoti delle scarpe in un prato e ti sei fatto un idea di noi Svizzeri? lungimirante ;)
Mag 2 anni fa su tio
4 su 10 trovano inadeguate le competenze di alcuni dipendenti; se proiettiamo questo in posti di lavoro su cariche politiche o para-politiche, 9 su 10 sono inadeguati!
Orso 2 anni fa su tio
certo, perché per pagare poco assumono persone che hanno meno competenza, Questo colpa anche della pressione sui prezzi. Tantissima gente guarda solo il prezzo e non la qualità. Poi quanto vengono fuori i problemi si lamentano. Specialmente sui lavori edili. Uno bravo....si fa pagare. Quando costa troppo poco....al cliente dovrebbero venire dei dubbi.
F/A-18 2 anni fa su tio
Al cliente che specula prenderà l’artigiano approssimativo con guai in vista, se padroncino quando hai i guai ti attacchi, chi è serio e vuole un ottimo lavoro con le dovute garanzie paga un 10/20% in più e va sul tranquillo.
tazmaniac 2 anni fa su tio
Beh, le aziende in questione dovrebbero verificare chi viene assunto e soprattutto chi assume direi no? Perchè se le assunzioni vengono fatte dagli amici degli amici, probabilmente non sempre l'amico dell'amico è un fenomeno nel suo lavoro, anzi, spesso è proprio il contrario, ma nel "bel" Ticino, una delle tante polveri nascoste sotto il tappetino bianco è proprio questo malandazzo di assumere in nome di amicizie, partito politico e varie...
Mag 2 anni fa su tio
Ben detto!
F/A-18 2 anni fa su tio
Infatti in tanti posti di responsabilità siedono persone incompetenti ma appunto dirottate dai soliti amici di merenda.
Heinz 2 anni fa su tio
Il problema invece è contrario: i migliori ricercatori italiani, francesi etc studiano a spese dello stato, costano fino a quando hanno finito i dottorati di ricerca centinaia di migliaia di franchi a questi paesi, poi magari fanno pure esperienza da precari sottopagati in qualche azienda. A quel punto questi si rompono le OO di essere sfruttati per mantenere dirigenti con la visione di una talpa, mandano i CV in Svizzera, UK o USA e qui i migliori vengono presi e pagati il giusto. A questo punto la svizzera ha il grosso vantaggio che sono a costo formazione zero, pronti per le necessità, può selezionare i profili che gli servono a livello europeo perchè paga bene. La competitività svizzera da sempre si basa sulla capacità di attrarre persone valide.
Pongo 2 anni fa su tio
l'istruzione professionale del giorno d'oggi è bla bla bla e zero pratica… tanta teoria e poca realtà.. io ho quasi 25 anni e ho fatto l'apprendistato + maturità e ho già cambiato 5 o 6 posti di lavoro, vi garantisco che in alcuni casi lavora meglio un apprendista che un laureato
Mag 2 anni fa su tio
Non è colpa del laureato ma di moltissime università che non sono più scuole, ma centri di addestramento dei pappagalli.
87 2 anni fa su tio
il problema nelle nostre scuole è che gli insegnanti non sanno insegnare! Non bisogna imparare solo le nozioni del libro, il giusto è CAPIRE come funziona un concetto. «se un mattone ha massa di 1 kg + mezzo mattone: quanto pesa un mattone?»... è un'equazione semplice, che molti pluridiplomati a cui l'ho chiesto non sono riusciti a dare risposta, ma hanno fatto esami snocciolando e ''risolvendo'' equazioni a memoria x=1+1/2x . I nostri studenti sono ''imbuti da riempire'' (.cit); esempio che calza a pennello: un imbuto che viene riempito di nozioni, e prima o poi trabocca, ma quando le nozioni non arrivano più dopo gli esami, il contenuto dell'imbuto si svuota velocemente e rimane vuoto.
Didimon 2 anni fa su tio
Ma trovo anche che queste problematiche non sussistano usando manodopera qualificato , certo che arrivando da oltre confine (75000 lavoratori) la maggior parte senza un istruzione adeguata o solo avendo lavorato e per questo avendo fatto solo pratica senza formazione di base .... Be ... Due o tre domande me le farei . Ho tre diplomi e mi sento dire che per la posizione ricercata sono troppo competente . Tradotto in italiano comprensibile sono troppo caro .. ma ni da via il C
navy 2 anni fa su tio
La formazione ed ancor di più la formazione continua costa. Le aziende (tante e non tutte) viaggiano senza pianificare più di tanto il loro futuro in quanto congiuntura ed economia in generis seguono dinamiche molto più complesse (pertanto più difficili da anticipare) rispetto al passato. Inoltre risulta più semplice speculare su personale oltre frontiera anziché assumere e formare apprendisti proponendo pseudo stage con valore aggiunto ZERO. Ci vogliono incentivi alle aziende serie e mazzate a quelle dei soliti furbetti. Non da ultimo va pur anche detto che la necessità o presunta tale della formazione è diventata una leva per mettere pressione sui lavoratori.
Evry 2 anni fa su tio
Allora, gl operati da parte di operai incompetenti, penso siano anche diffettosi, ma il cmmtente li paga come ossero eseguiti a regola d'arte... complimenti.... è questa la QUALITÀ ade in CH moderna ?
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