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CANTONE
08.04.2020 - 06:000
Aggiornamento : 10:56

«Se vostro figlio non sta bene, fatelo visitare»

L'appello lanciato oltre San Gottardo. Ma anche in Ticino l'affluenza è bassa: c'è chi arriva appena in condizioni serie

BELLINZONA - BELLINZONA - «Se vostro figlio non sta bene, è importante che andiate dal medico o che veniate al pronto soccorso». È l’appello lanciato negli scorsi giorni da Georg Staubli, responsabile del reparto d’emergenza dell’ospedale pediatrico di Zurigo, in un video pubblicato online. «La probabilità che il vostro bambino abbia contratto il coronavirus è molto bassa. E il contagio non avviene qui da noi».

E infatti non si parla di bimbi con sintomi da Covid-19, bensì di altre emergenze. Emergenze che in determinati casi arrivano in ospedale relativamente tardi. È una situazione che si constata nelle strutture zurighesi, dove i reparti di pronto soccorso pediatrico sono praticamente deserti, come scrive 20 Minuten.

Calo del 50% in Ticino - Una situazione, questa, che si verifica anche in Ticino. A causa dell’emergenza Covid-19, attualmente sono tre i reparti d’urgenza pediatrica attivi sul nostro territorio: all’Ospedale San Giovanni di Bellinzona, all’Ospedale Civico di Lugano e all'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio. E non sono molto frequentati. «Nei pronto soccorsi pediatrici dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) si constata un calo importante delle consultazioni, oltre il 50%» ci dice il portavoce EOC Mariano Masserini.

Si aspetta troppo? - E sono stati registrati casi in cui dei pazienti pediatrici sono arrivati «in condizioni cliniche serie». Anche se comunque in generale, ci fanno sapere dall’Ente, «i genitori conoscono molto bene i loro bambini e sanno riconoscere per tempo quando recarsi in pronto soccorso».

Meno traumi con la quarantena - Rispetto al periodo prima della pandemia, si constatano inoltre meno casi di pazienti che non avrebbero il bisogno urgente di una consultazione in pronto soccorso. Per il resto, il calo dell’affluenza è ricondotto alla raccomandazione di rimanere a casa e alla chiusura delle scuole. Una situazione in cui diminuisce il rischio di contagio interpersonale per altre malattie di natura virale e batterica, e di traumi e incidenti. Prima dell’emergenza Covid-19, molte visite erano inoltre per influenza e altri virus respiratori.

Un importante calo dell’attività si registra anche nei reparti di pronto soccorso per adulti non legati al nuovo coronavirus. Si parla anche in questo caso di una diminuzione del 50-60%, come ci fa sapere il portavoce EOC. «Una cosa positiva, perché si è limitato il rischio di trasmissione del virus» ha detto martedì in conferenza stampa Paolo Ferrari, capo area medica dell’EOC. «Dei casi non Covid-19 portati in ambulanza - ha aggiunto - c’è stata una leggera flessione, ma non della stessa misura».

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