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CANTONE
04.04.2020 - 17:000
Aggiornamento : 21:50

Non si scommette più e si gioca meno: alla fine perdono tutti

La crisi colpisce anche il settore delle scommesse sportive e delle lotterie.

Swisslos: «La nostra cifra d’affari è crollata». In pericolo gli annuali finanziamenti per le opere d’interesse generale

LUGANO - L’emergenza coronavirus colpisce anche Swisslos. Manifestazioni sportive sparite, chiusura degli esercizi pubblici, spostamenti da ridurre al minimo - in particolar modo per gli over 65 - e forse anche una certa propensione al risparmio hanno infatti comportato un brusco calo negli incassi della società che si occupa di scommesse e lotterie.

Il piatto piange - «Dopo aver aumentato notevolmente la nostra cifra d’affari nel settore delle scommesse sportive a seguito dell'entrata in vigore della nuova Legge sui giochi in denaro, il fatturato del nostro prodotto Sporttip è crollato a causa dell'assenza competizioni sportive», conferma il portavoce di Swisslos Roger Fasnacht. E coi bar chiusi si tenta decisamente meno anche la fortuna, indovinando i numeri vincenti di Lotto e Euromillions o comprando i Gratta e Vinci.

Difficile fare un pronostico - Per questi motivi il risultato del 2020 sarà significativamente inferiore a quello dell'anno 2019, in cui l’utile registrato è stato di circa 400 milioni di franchi. L’entità della perdita non è tuttavia ancora possibile conoscerla, tutto dipenderà dalla durata dell’emergenza e dalle decisioni che verranno prese. «Se ad esempio le manifestazioni sportive annullate verranno sostituite o compensate da altre, le perdite sulle scommesse saranno comunque importanti ma non enormi», spiega il portavoce.

Nessuno vince, tutti perdono - Oltre ad avere un impatto sulla società che gestisce questi giochi, le conseguenze saranno però pesanti anche per la collettività, visto che i profitti contabilizzati annualmente da Swisslos vengono completamente elargiti per finanziare opere di beneficenza e di utilità pubblica. Nel 2018, ad esempio, l’utile era stato di 372 milioni. 20,5 di questi erano finiti in Ticino, secondo una ripartizione che tiene conto del numero di abitanti dei cantoni e della propensione al gioco. Altri 40 milioni erano invece stati versati nel fondo Sport-Toto destinato alla promozione dello sport svizzero.

Soldi che permettono a molte società sportive di far quadrare i conti e che quest’anno, almeno in parte, verranno a mancare.

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