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Il virus blocca anche il Gran Consiglio

La seduta prevista il prossimo 6 aprile è stata annullata
Tipress
La scorsa seduta si svolse a porte chiuse.
Il virus blocca anche il Gran Consiglio
La seduta prevista il prossimo 6 aprile è stata annullata
Stop pure a tutti i lavori commissionali a Palazzo delle Orsoline. In caso di urgenze si potrebbe ricorrere a conferenze telefoniche.
BELLINZONA - Lo stato di emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di coronavirus blocca anche il Gran Consiglio ticinese. La prossima seduta parlamentare, prevista per il 6 aprile, è infatti stata annullata. La decisione è stata pre...

BELLINZONA - Lo stato di emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di coronavirus blocca anche il Gran Consiglio ticinese. La prossima seduta parlamentare, prevista per il 6 aprile, è infatti stata annullata. La decisione è stata presa oggi dal Presidente del Governo Christian Vitta e l'Ufficio presidenziale. 

Atto dovuto - Claudio Franscella, Presidente del Gran Consiglio, ha pure comunicato l'interruzione di tutte le attività delle Commissioni a Palazzo delle Orsoline. «Abbiamo preso questa decisione al fine di proteggere i deputati over 65 e i colleghi che dovessero presentare eventuali problemi di salute, oltre che per tener fede alle indicazioni fornite dal Governo a tutta la popolazione, con la richiesta specifica di “rimanere a casa, limitando il più possibile i contatti sociali"».

Decreti urgenti - In caso il Gran Consiglio dovesse essere chiamato d’urgenza a deliberare su eventuali decreti urgenti si valuterà l’opzione, a dipendenza dell’evoluzione della situazione sanitaria e delle ulteriori direttive che verranno emanate dagli organi preposti, di procedere con una convocazione straordinaria prima delle fine di aprile.

Videoconferenze - Le istituzioni, però, non si fermano del tutto. «Le attività devono proseguire, seppure a ritmo ridotto», spiega Franscella. «Per questo si chiede di proseguire i lavori, soprattutto in caso di necessità, con conferenze telefoniche, videoconferenze o deliberando “per circolazione”». Nel frattempo - viene precisato nella nota - si segnala che la presentazione di alcuni messaggi, come ad esempio quello riferito al Consuntivo 2019, è stata posticipata dal Consiglio di Stato.  

Queste decisioni, conclude la nota, rimangono in vigore almeno sino al 19 aprile 2020. 

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