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19.09.2019 - 13:300
Aggiornamento : 16:41

«Vogliamo correggere l’immagine distorta delle cliniche private»

Il neo-presidente dell’ACPT Giancarlo Dillena traccia la via: «Abbiamo un ruolo importante nella sanità ticinese. Pubblico e privato sono due facce della stessa medaglia»

SORENGO - «Le cliniche private hanno un ruolo importante nel panorama della sanità ticinese». Lo ha ricordato oggi Giancarlo Dillena, il neo-presidente dell’Associazione Cliniche private ticinesi (ACPT) che riunisce le Cliniche Sant’Anna, Ars Medica, Moncucco, Viarnetto, Santa Croce e l’Ospedale Malcantonese. Durante la conferenza stampa, svoltasi a Sorengo, sono stati precisati temi e obiettivi dell’associazione, ma non si è fatto accenno al recente caso di cronaca che ha avuto come protagonista  l’Ars Medica.

«Il risveglio della bella addormentata» - Nata nel 1972, l’associazione negli anni si era un po’ defilata e ora vuole rilanciarsi: «Comincia una nuova fase. È un po’ come il risveglio della bella addormentata», ironizza Dillena. «Per il nostro rilancio contatteremo anche tutti gli istituti privati che per adesso non fanno parte del nostro gruppo».

Peso importante - Il neo-presidente poi snocciola alcuni dati relativi al 2017. «Le cliniche private in Ticino hanno un peso più importante rispetto al resto del Paese, soprattutto per quanto riguarda la parte psichiatrica (47% dei pazienti)». Ma non è solo una questione di quantità. «Gli istituti privati garantiscono un servizio di alta qualità e costituiscono una delle due colonne portanti della sanità ticinese». Sistema sanitario che - ricorda Dillena - è tra i migliori al mondo.

«Immagine distorta» - Il primo obiettivo che si pone Dillena è quello di migliorare l’informazione e offrire al pubblico maggiori opportunità di conoscere la realtà. «Spesso delle cliniche private si ha un’immagine distorta», precisa il neo-presidente. «La narrativa secondo cui il “pubblico è al servizio di tutti” e “il privato pensa solo al guadagno” è fuorviante e non riflette la realtà. Entrambi - infatti - condividono gli obiettivi essenziali, dalla qualità delle cure alla gestione razionale delle risorse»

Collaborazione come unica via - La realtà - sottolineata più volte da Dillena - è che tra settore pubblico e privato vi sia molto in comune. «Questa collaborazione è alla base dell’efficacia del modello svizzero che ci invidiano in tutto il mondo. Noi vogliamo collaborare con tutti gli altri attori in gioco (medici, ospedali, sindacati, politica), dando comunque per scontato che alcuni attriti rimarranno sempre. Ed è lì che entra in gioco lo Stato con il suo ruolo di «arbitro neutrale».

«Dialogo e collaborazione» - Dillena conclude sottolineando come il comitato ACPT si impegnerà  di cercare costantemente il dialogo e la collaborazione con tutti gli attori del sistema sanitario. «Vogliamo darci da fare perché il clima migliori e per assicurare le cure migliori e più adeguate ai pazienti».

«Qualità e economicità» - Sulla stessa lunghezza d’onda anche la vice-presidente  Michela Pfyffer, responsabile dell’area acuta. «La qualità e l’economicità, come richiesto dalla LaMal, sono alla base di tutto e non variano tra pubblico e privato. Chiaramente una non può esistere senza l’altra, perché in caso di errori le perdite economiche possono essere enormi». Pfyffer sottolinea poi che non è vero che il settore privato è più caro: «C’è una differenza di prestazione e servizi. Ma la sanità nel nostro cantone è sia pubblica che privata. Questa collaborazione è fondamentale per garantire gli interessi dei pazienti. ». 

«La concorrenza esalta l’eccellenza» - Luca Agostino, responsabile del settore psichiatrico, precisa come il settore pubblico e privato operino con le stesse regole e gli stessi controlli auspicando poi che la collaborazione diventi paritetica anche per quel che concerne l’organizzazione e la pianificazione. «Da questo punto di vista fa ben sperare il positivo incontro con Raffaele De Rosa». Da parte sua Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica, precisa che il DSS «si rallegra di poter dialogare con una figura di riferimento che rappresenti le cliniche» e intende «trovare un equilibrio - anche finanziario - tra pubblico e privato». Agostino, da parte sua, ripete che alla base di tutto vi sono qualità e economicità e conclude con una massima: «La concorrenza esalta l’eccellenza». 

Insomma le idee dell’Associazione sono chiare. Ora non resta che seguirle.

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Commenti
 
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vulpus 8 mesi fa su tio
Il presidente ha dei sani principi, e ha completamente ragione di metterli in pratica. Ho avuto modo di far capo a una di queste cliniche per un intervento e devo dire chiaramente di essere stato trattato sia dalla parte alberghiera che ospedaliera in modo encomiabile. Quello che si aspettano i potenziali pazienti e cittadini, è che quando succedono degli errori o dei "casini" , si prenda posizione pubblicamente . Tutti lavorano e tutti possono sbagliare. Ma nascondere i fatti è controproducente e causa sfiducia. Se pensiamo a quanto denunciato per la Ars Medica, è scandaloso: da una parte la magistratura e il medico cantonale a denunciare dei gravi fatti, e dall'altra la clinica privata a minimizzare o addirittura a negare. Non pensate veramente che di fronte a questi fatti le inchieste dovrebbero essere rapidissime ?
KilBill65 8 mesi fa su tio
Queste cliniche private del mangia mangia!!!......A be…..Lo si e' visto benissimo, non molto tempo fa' un chirurgo (se cosi possiamo chiamarlo) dico sembrerebbe, tagliava senza far nulla!!!....E la gente paga in tutti sensi….Con gli aumenti delle casse malati ecc. E il peggio che la clinica, il chirurgo in questione lo difendevano pure!!!.....Capito a che livello siamo arrivati?.....
dan007 8 mesi fa su tio
cliniche private dovete innanzitutto mettere il paziente al centro delle vostre attenzioni e forse guadagnare qualcosina meno, la reputazione si costruisce sur la base di pazienti soddisfatti delle vostre prestazioni se ci dovesse essere un tryp Advisor delle cliniche avreste molti commenti che potrebbero aiutarvi a capire cosa pensano i pazienti di voi
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