ULTIME NOTIZIE Ticino
CANTONE
12 min
Un nuovo caso di Covid-19 in Ticino, anche un ricovero in più
Il totale d'infezioni da inizio pandemia ha raggiunto quota 3'446. Il numero di decessi resta fermo a 350.
BLENIO
4 ore
«Rilanceremo il cioccolato della Cima Norma»
Gastronomia e cultura. Ecco l’affascinante progetto di Abouzar Rahmani, 39 anni, imprenditore di Morcote.
CANTONE
4 ore
«Annunciarsi in ritardo è da furbi»
La hotline per chi rientra da paesi a rischio Covid lavora a pieno ritmo. Ma non mancano i problemi
BEDRETTO
10 ore
Moto completamente distrutta dalle fiamme
L'incendio si è sviluppato oggi attorno alle 21 sulla strada del Passo della Novena
FOTO
LOCARNO
11 ore
Il festival ai tempi del coronavirus: è cominciato Locarno 2020
La 73esima edizione è stata inaugurata stasera al GranRex. Fino al 15 agosto saranno proiettati 121 film (anche online)
CANTONE / SVIZZERA
15 ore
Soggiorni linguistici: ESL chiude metà delle filiali
Per il futuro è inoltre prevista una collaborazione col tour operator Kuoni
CANTONE
16 ore
Il servizio postale? «Va rafforzato, non smantellato»
Il Partito Comunista prende posizione sulla proposta di Avenir Suisse di diminuire i giorni di consegna
BELLINZONA
18 ore
Con il martello dentro al Selecta
Qualcuno ha distrutto il vetro del distributore automatico, rubando parte del contenuto.
MENDRISIO
19 ore
Acqua potabile, 4,5 milioni per un nuovo pozzo
È la richiesta di credito avanzata dal Municipio per la captazione dalla falda in zona Prati Maggi.
FOTO E VIDEO
BELLINZONA
20 ore
Centauro ferito in via Lugano
La moto si è scontrata con un'auto, per poi finire contro un altro veicolo che circolava in senso opposto
CANTONE
20 ore
La Vallemaggia reclama le sue "G": «È una questione di sicurezza»
L'Associazioni dei comuni ha scritto a Swisscom denunciando la scarsa copertura della rete telefonica mobile.
CANTONE
21 ore
Mobbing in Procura federale: «Ci rimette il Ticino?»
Giorgio Fonio e Boris Bignasca interrogano il Consiglio di Stato in merito alla situazione denunciata da due dipendenti
FOTO E VIDEO
CALANCA (GR)
21 ore
Parco Val Calanca a gonfie vele: «Natura selvaggia e incontaminata»
Il progetto sta vivendo un'ottima (prima) stagione estiva e si candida come Parco naturale regionale.
CANTONE
04.02.2019 - 07:450
Aggiornamento : 12.02.2019 - 10:14

Obbligati a stare in mensa a 4 anni: «Così ci sequestrano i bimbi»

La battaglia di un genitore si incrocia col malcontento dei docenti di scuola dell’infanzia. In oltre 300 scrivono al Decs. Si alza il coro: «Niente costrizioni per i più piccoli»

BELLINZONA – C’è maretta attorno all’obbligo, per i bambini dai 4 anni in su, di mangiare alla mensa della scuola dell’infanzia. Lo si intuisce dalla lettera firmata da ben 312 maestre d’asilo, circa il 60% di quelle attive in Ticino, e recapitata lo scorso novembre al Governo. Il tempo del pranzo, a detta delle docenti, sarebbe stressante e poco retribuito. In contemporanea, c’è un genitore, E. F., residente nel Luganese, che sta portando avanti una singolare battaglia. «Voglio fare saltare l’obbligo per i bambini di 4 anni di stare all’asilo a pranzo e al pomeriggio. È assurdo che lo Stato ci imponga una cosa simile».

Il paradosso – La questione è piuttosto sorprendente, viste le crescenti aspettative che ormai da anni le famiglie ripongono (anche ingiustificatamente) nella scuola. Stavolta è un po’ come se accadesse il contrario. Paradossale? Il concordato Harmos, che sigla le direttive della scuola dell’obbligo in Svizzera, stabilisce che la scolarità obbligatoria debba iniziare all’età di 4 anni. «Ma il nostro – sostiene E.F. – è l’unico Cantone che “abusa” di questa direttiva, obbligando i bambini di quell’età a stare anche a pranzo e al pomeriggio. Negli altri Cantoni, l’obbligo si limita alla mattinata».

Un’imposizione che fa discutere – E.F., ormai da diverse settimane, sta sondando il terreno, cercando adesioni un po’ ovunque per portare avanti la sua causa. «Forse arriveremo a una raccolta firme. Di certo qualcosa si farà. Perché questa imposizione non funziona. È giusto che le famiglie che ne hanno bisogno possano lasciare il bambino all’asilo già a quell’età. Ma non deve e non può esserci un obbligo. Altrimenti siamo ai limiti del sequestro. L’obbligatorietà a tempo pieno dovrebbe esserci solo per l’ultimo anno di asilo. Cosa facciamo figli a fare se poi le autorità ci costringono a piazzarli a scuola per la maggior parte del tempo? Ho parlato con diversi genitori. In molti la pensano come me»      

Malumore – Intanto, le maestre di scuola dell’infanzia si sentono sempre più sminuite. «Già solo per il fatto che il tempo in mensa è pagato meno della metà rispetto a quello del resto delle lezioni – evidenzia una firmataria, che per ovvie ragioni vuole restare anonima –. Il Cantone dice che i bambini di 4 anni devono restare in mensa perché quello è un momento educativo. Ma allora, se è un momento educativo, perché non viene retribuito come tale?»

Quella per le maestre non è una vera pausa pranzo – Non è solo una questione di soldi. La pausa pranzo nelle scuole dell’infanzia non è una vera pausa per le maestre. Anzi. È il contrario. «È il momento in cui i bambini si sentono più liberi e si sfogano anche – riprende la nostra interlocutrice –. Siamo costantemente sollecitate. Di conseguenza è come se lavorassimo per oltre 7 ore filate, senza pausa, quando per legge non si potrebbe lavorare oltre le 5 ore consecutive. Il Cantone ci ha ribadito che non possono mettere sorveglianti al nostro posto, perché quello è un momento educativo. L’educazione alimentare, però, può essere fatta anche durante le lezioni. La mensa è semplicemente un servizio che giustamente offriamo alle famiglie che ne hanno bisogno. E come tale dovrebbe restare opzionale, soprattutto per i più piccoli».

La sorpresa del Decs – Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs) è naturalmente a conoscenza della questione. Lo scorso 14 gennaio ha addirittura ricevuto alcune rappresentanti di questa piccola rivolta. Il consigliere di Stato non sembra, tuttavia, intenzionato a cambiare rotta. «Da decenni – fa notare – la refezione alla scuola dell’infanzia rientra nelle attività educative. Per cui queste rivendicazioni mi hanno parecchio sorpreso».

In tanti chiedono altro – In particolare Bertoli fa riferimento all’altra faccia della medaglia. Sempre più famiglie chiedono ai Comuni e allo Stato un servizio mensa per i propri figli. «Quanto mi è stato sottoposto si scontra con altre visioni diametralmente opposte e fondate piuttosto sulla necessità di garantire la refezione, ma concepita come servizio e non come momento educativo privilegiato. Mi pare che il concetto in vigore da molto tempo nella nostra scuola dell’infanzia, che vede nel pranzo in comune tra bambini e insegnante un’occasione educativa importante, sia quello più adeguato».

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-08-06 10:08:42 | 91.208.130.87