ULTIME NOTIZIE Ticino
BODIO
7 ore
Il video con il fucile: «Ma sono bravi ragazzi»
Un gruppo di giovani di Bodio si è esibito sui socail con una clip rap dai toni un po'... estremi. L'intervento del sindaco
LUGANO
8 ore
Derubato e lasciato in mutande a Cornaredo
È accaduto sabato mattina a un collaboratore dell’FC Lugano. La polizia ha fermato una persona, sarebbe un altro collaboratore dell'FC Lugano
LUGANO
8 ore
«È la prima canzone creata solo con l’intelligenza artificiale»
Dall’A alla Zeta. Testi compresi. Così un algoritmo può capire i vostri gusti e realizzarvi brani su misura. Il responsabile del progetto: «Sarà la normalità. È solo questione di tempo»
CANTONE / SVIZZERA
10 ore
Onsernone è il secondo comune più verde della Svizzera
Al primo posto Oltingen, a Basilea Campagna, che conta 366 elettori, con il 38,4% dei voti
CANTONE / SVIZZERA
10 ore
Un premio al professore dell'Usi Benedetto Lepori
Ha realizzato con due colleghi uno studio sulla concorrenza tra le varie alte scuole europee per attirare ricercatori specializzati
BEDANO
11 ore
Rogo nella ditta di vernici, la vittima è stata identificata
Arriva la conferma: si tratta effettivamente del 49enne croato residente a Cadro, che lavorava nel settore. Escluso l'intervento di terze persone
LOSTALLO (GR)
12 ore
Sbanda a causa della pioggia e finisce fuori strada
L'incidente è avvenuto poco dopo le 6.30 di questa mattina sull'A13
LUGANO
12 ore
Consonni: «Siamo sconcertati»
La sentenza sul caso di mala-edilizia non ha lasciato indifferente il sindacato Ocst, che valuterà un ricorso. Duro anche l'MPS: «Indignazione e vergogna»
LUGANO
12 ore
Venti sub per 3 tonnellate di spazzatura nel lago
È questo il risultato dell'operazione "LagoPulito" svoltasi fra Ponte Tresa e Caslano
LUGANO
13 ore
Acqua non potabile dalle sorgenti Tossighera e Mattarone
I comuni interessati sono Alto Malcantone, Cademario, Aranno, Bioggio (frazioni di Iseo, Cimo, Gaggio, Pianazzo e Via Mondonico di Bioggio)
CANTONE
13 ore
Droga: 6 arrestati, un centinaio i denunciati
Lo stupefacente veniva principalmente spacciato nel Locarnese, in Vallemaggia e nel Luganese
LUGANO
14 ore
«Io prete che ha vissuto la depressione, vi racconto l’amore»
Don Luigi Verdi, classe 1958, è il fondatore della "Fraternità di Romena", in Toscana. Nella serata di oggi sarà in Ticino per parlare della sua resurrezione: «Le tecnologie ci hanno rincoglioniti»
CANTONE
14 ore
Anche Minusio vuole regolamentare il 5G
Presentato un atto che chiede la regolamentazione delle antenne di telefonia mobile
LUGANO
14 ore
Artecasalugano, svelati i vincitori
I due si sono aggiudicati rispettivamente l'LDD – Award 19 Sponsored by Palo Alto SA e il Premio svizzero “Architettura Sostenibile”
BELLINZONA
15 ore
Gestione transitoria dei Castelli: ecco il messaggio
La modalità di governance dovrebbe restare in vigore fino al 2025
CANTONE
04.02.2019 - 07:450
Aggiornamento : 12.02.2019 - 10:14

Obbligati a stare in mensa a 4 anni: «Così ci sequestrano i bimbi»

La battaglia di un genitore si incrocia col malcontento dei docenti di scuola dell’infanzia. In oltre 300 scrivono al Decs. Si alza il coro: «Niente costrizioni per i più piccoli»

BELLINZONA – C’è maretta attorno all’obbligo, per i bambini dai 4 anni in su, di mangiare alla mensa della scuola dell’infanzia. Lo si intuisce dalla lettera firmata da ben 312 maestre d’asilo, circa il 60% di quelle attive in Ticino, e recapitata lo scorso novembre al Governo. Il tempo del pranzo, a detta delle docenti, sarebbe stressante e poco retribuito. In contemporanea, c’è un genitore, E. F., residente nel Luganese, che sta portando avanti una singolare battaglia. «Voglio fare saltare l’obbligo per i bambini di 4 anni di stare all’asilo a pranzo e al pomeriggio. È assurdo che lo Stato ci imponga una cosa simile».

Il paradosso – La questione è piuttosto sorprendente, viste le crescenti aspettative che ormai da anni le famiglie ripongono (anche ingiustificatamente) nella scuola. Stavolta è un po’ come se accadesse il contrario. Paradossale? Il concordato Harmos, che sigla le direttive della scuola dell’obbligo in Svizzera, stabilisce che la scolarità obbligatoria debba iniziare all’età di 4 anni. «Ma il nostro – sostiene E.F. – è l’unico Cantone che “abusa” di questa direttiva, obbligando i bambini di quell’età a stare anche a pranzo e al pomeriggio. Negli altri Cantoni, l’obbligo si limita alla mattinata».

Un’imposizione che fa discutere – E.F., ormai da diverse settimane, sta sondando il terreno, cercando adesioni un po’ ovunque per portare avanti la sua causa. «Forse arriveremo a una raccolta firme. Di certo qualcosa si farà. Perché questa imposizione non funziona. È giusto che le famiglie che ne hanno bisogno possano lasciare il bambino all’asilo già a quell’età. Ma non deve e non può esserci un obbligo. Altrimenti siamo ai limiti del sequestro. L’obbligatorietà a tempo pieno dovrebbe esserci solo per l’ultimo anno di asilo. Cosa facciamo figli a fare se poi le autorità ci costringono a piazzarli a scuola per la maggior parte del tempo? Ho parlato con diversi genitori. In molti la pensano come me»      

Malumore – Intanto, le maestre di scuola dell’infanzia si sentono sempre più sminuite. «Già solo per il fatto che il tempo in mensa è pagato meno della metà rispetto a quello del resto delle lezioni – evidenzia una firmataria, che per ovvie ragioni vuole restare anonima –. Il Cantone dice che i bambini di 4 anni devono restare in mensa perché quello è un momento educativo. Ma allora, se è un momento educativo, perché non viene retribuito come tale?»

Quella per le maestre non è una vera pausa pranzo – Non è solo una questione di soldi. La pausa pranzo nelle scuole dell’infanzia non è una vera pausa per le maestre. Anzi. È il contrario. «È il momento in cui i bambini si sentono più liberi e si sfogano anche – riprende la nostra interlocutrice –. Siamo costantemente sollecitate. Di conseguenza è come se lavorassimo per oltre 7 ore filate, senza pausa, quando per legge non si potrebbe lavorare oltre le 5 ore consecutive. Il Cantone ci ha ribadito che non possono mettere sorveglianti al nostro posto, perché quello è un momento educativo. L’educazione alimentare, però, può essere fatta anche durante le lezioni. La mensa è semplicemente un servizio che giustamente offriamo alle famiglie che ne hanno bisogno. E come tale dovrebbe restare opzionale, soprattutto per i più piccoli».

La sorpresa del Decs – Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs) è naturalmente a conoscenza della questione. Lo scorso 14 gennaio ha addirittura ricevuto alcune rappresentanti di questa piccola rivolta. Il consigliere di Stato non sembra, tuttavia, intenzionato a cambiare rotta. «Da decenni – fa notare – la refezione alla scuola dell’infanzia rientra nelle attività educative. Per cui queste rivendicazioni mi hanno parecchio sorpreso».

In tanti chiedono altro – In particolare Bertoli fa riferimento all’altra faccia della medaglia. Sempre più famiglie chiedono ai Comuni e allo Stato un servizio mensa per i propri figli. «Quanto mi è stato sottoposto si scontra con altre visioni diametralmente opposte e fondate piuttosto sulla necessità di garantire la refezione, ma concepita come servizio e non come momento educativo privilegiato. Mi pare che il concetto in vigore da molto tempo nella nostra scuola dell’infanzia, che vede nel pranzo in comune tra bambini e insegnante un’occasione educativa importante, sia quello più adeguato».

Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-10-22 04:10:50 | 91.208.130.85