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LUGANO
08.05.2018 - 12:380
Aggiornamento : 17.05.2018 - 09:22

«Lugano è la città più sicura della Svizzera»

La Polizia comunale ha presentato i dati 2017: meno reati contro il patrimonio e la libertà personale, aumenta la violenza domestica

LUGANO - Per il terzo anno consecutivo Lugano si posiziona in testa alle principali città svizzere in quanto a sicurezza. È quanto emerge dai dati d'attività 2017 della Polizia comunale, presentati questa mattina in conferenza stampa dal comandante Roberto Torrente. Un grado di sicurezza che «il Municipio intende mantenere nei confronti dei cittadini e di chi visita la città» secondo il capo Dicastero sicurezza e spazi urbani Michele Bertini.

Incremento dell'attività - Nel 2017 la Comunale ha compiuto più interventi con un'attività molto intensa. Ci sono stati «più controlli di persone, più operazioni di polizia in generale». La centrale ha ricevuto una media di 461 chiamate al giorno. Sono diminuiti i reati contro il patrimonio (-10%), come pure quelli legati alla libertà personale (-9%). I reati contro la vita e l'integrità della persona sono leggermente aumentati (14%, con 236 reati nel 2017). «Quello che preoccupa di più - ha commentato il comandante Torrente - è l'aumento dei reati legati all'integrità sessuale (+15%), compresi gli atti con fanciulli e la pedopornografia». Reati che vengono compiuti all'interno delle mura domestiche e per cui «non è sempre facile intervenire».

Aumenta la violenza in casa - La violenza domestica è in crescita, anche a Lugano, con un incremento del 24% (+9% a livello regionale e +14% nel cantone). «Abbiamo un 75% di liti tra coniugi o ex coniugi - sottolinea Torrente -, quindi tra persone che si conoscono. Nel 69% dei casi a livello cantonale la coppia è formata da almeno uno straniero».

Il forte lavoro svolto nell'ambito della prevenzione contro i furti - con distribuzione dei volantini a tutti i fuochi - ha portato i suoi risultati, con una diminuzione del 39%. Aumentano anche le persone controllate (+20%) e quelle fermate (+12,5%). Sono stati 43 i casi di violenza contro le autorità (+7%). Il comandante ha quindi espresso «una certa insoddisfazione» nei confronti delle pene proposte in questi casi: «Si era partiti da una pena minima di 3 mesi, scesa poi a 5 giorni e ancora a 3 giorni. L'attuale proposta federale di aumento delle aliquote per chi è violento contro gli agenti non soddisfa la polizia».

Più controlli, meno infrazioni - Anche i controlli della circolazione sono aumentati (+18% e +28,5% i veicoli controllati). «Abbiamo avuto un incremento del 10% nell'ambito dei controlli di velocità, ma le infrazioni sono rimaste stabili (8,11%)». Il problema persiste nelle zone con limite a 30 km/h, ma «il lavoro di prevenzione è ottimale». Le verifiche del tasso alcolemico sono state aumentate del 52%, e il tasso massimo registrato è stato dell'1,58 per mille.

Sono diminuiti del 5,8% gli incidenti (che l'anno scorso erano già calati del 15%). Più della metà sono stati trattati dalla Polizia comunale.

182 multe per lo spinello - Sono aumentate le inchieste nell'ambito degli stupefacenti, «grazie al potenziamento dell'attività specialistica». Nel 2017 sono state controllate 660 persone, di cui il 63% erano svizzeri, il 35% stranieri e solo il 2% richiedenti d'asilo. Sono 182 le multe inflitte per canapa.

4 svizzeri per elemosina - I reati di accattonaggio, secondo i dati 2017, sono in forte diminuzione (-34%). «Lugano è stato il primo a formare un gruppo specializzato, che lavora in modo coordinato con la polizia cantonale - precisa Torrente -. Diminuiscono così gli interventi e le persone fermate». Sono state 362 le persone controllate nel 2017, di cui 271 (-45%) sono state fermate. «Di nuovo al primo posto ci sono persone provenienti dalla Romania. Seguono il Bangladesh e la Spagna». Ma il comandante fa notare un dato "curioso": «Ci sono anche gli svizzeri in questa classifica: in 4 casi nel 2017 dei cittadini elvetici chiedevano l'elemosina». Ci sono persone che in un anno sono state fermate fino a 13 volte: «Ci insegna che dobbiamo migliorare per avere un contatto più diretto con la magistratura», fa notare Torrente.

Niente burqa - Sono 20 i casi di contravvenzioni per dissimulazione del volto. «Non abbiamo avuto casi di burqa», ma solo di niqab (16), chador (1) e anche passamontagna per motivi di sport (3). 

Sono stati 117 gli appartamenti controllati (+58%) nell'ambito dell'operazione "Bluesky" legati alla prostitutzione: 9 gli appartamenti ripristinati (-47%) e 40 i rapporti di segnalazione (-60%). «Abbiamo specializzato dei gruppi all'interno della polizia che lavorano con altri servizi dell'amministrazione, come il controllo abitanti, che ci consentono di tenere la situazione sotto contollo», ha precisato Torrente.

«La polizia vuole stabilità» - Il capo Dicastero sicurezza e spazi urbani Michele Bertini ha espresso soddisfazione per l'attività della Polizia comunale, senza dimenticare il discorso relativo al potenziamento degli effettivi: «Il Dipartimento sta raccogliendo informazioni e maturerà un documento all'indirizzo del parlamento sul futuro assetto delle polizie. Siamo in un momento di consultazione. Oggi quello che noi vorremmo è stabilità, una certezza del diritto, sapere con chi e come dobbiamo collaborare. E vogliamo dei parnter forti sul territorio».

A proposito del credito da 5 milioni di franchi chiesto per investire nell'ambito della tecnologia, Bertini ha precisato: «Non si tratta solo di videosorveglianza, a cui verranno destinati 420'000 franchi. Il credito serve per dotarsi di sistemi moderni che ci permettano di fare dei "salti in avanti" e ci aiutino a migliorare in sicurezza ed efficienza, come la geolocalizzazione live delle pattuglie per evitare sovrapposizioni oppure perdite di tempo in reattività d'intervento». Equiparati gli stipendi tra agenti della Comunale e della Cantone, ora l'obiettivo è di «equiparare anche i compiti».

Commenti
 
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Tato50 3 anni fa su tio
Da quello che si è visto di cosa poteva capitare a Bellinzona, penso che di città "più sicure" non ne esistano più. Mi sta bene che Lugano sia la città più sicura, ma l'imponderale è sempre dietro l'angolo ed è un attimo finire in fondo alla classifica.
limortaccituoi 3 anni fa su tio
"Il termine post-verità, traduzione dell'inglese post-truth, indica quella condizione secondo cui, in una discussione relativa a un fatto o una notizia, la verità viene considerata una questione di secondaria importanza." Wikipedia
limortaccituoi 3 anni fa su tio
@limortaccituoi (riferito al commento di Cleofe la complottara qui sotto)

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