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CANTONEIl Ticino si apre alla Russia

09.05.16 - 15:11
Il Ticino si apre alla Russia

BELLINZONA -  L'incontro, organizzato oggi dalla camera di commercio, si è svolto in una data profondamente simbolica per il popolo russo: quest'oggi infatti si celebra la Giornata della Vittoria in memoria della capitolazione della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Ma il punto centrale dell'incontro consisteva nell'avvicinamento di fabbriche e aziende cantonali all'economia russa.

La Russia due anni fa ha conosciuto un periodo di forte inflazione a causa della caduta del prezzo del petrolio e il futuro non prevede miglioramenti immediati. Per contro il settore industriale è florido e le previsioni per il PIL prevedono un certo recupero, malgrado i rischi fiscali.

Piano da 10 miliardi -  Lo Stato russo ha varato un piano di oltre 10 miliardi di dollari alfine di immettere capitali in diversi settori chiave, come quello automobilistico o nelle ferrovie. Anche le sanzioni internazionali, introdotte a seguito della crisi in Ucraina contro i Paesi dell’UE e altre nazioni come gli Stati Uniti, hanno avuto un ruolo determinante per l’economia russa che ha portato a un cambiamento dei prodotti importati. Questa situazione ha creato un mercato ancora più interessante per le aziende svizzere, soprattutto quelle legate al settore agro-alimentare. La Svizzera infatti, non essendo stata coinvolta nelle sanzioni, ha un vantaggio competitivo importante rispetto alle medesime imprese europee.

Chi in Svizzera c'è già - L'evento ha ospitato pure un ticinese che ha già esportato il suo business in Russia: Ari Lombardi, Ceo di Agroval Sa. Il produttore è infatti entrato con molta soddisfazione nel mercato russo grazie ai suoi yoghurt di montagna e ai formaggi della sua azienda. «Un successo – come sottolineato dallo stesso Lombardi – merito anche del sostegno della Cc-Ti che attraverso le sue missioni a Mosca ha saputo creare i giusti contatti e ha fornito il supporto necessario per le certificazioni richieste».

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