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CANTONEScatti osé su WhatsApp: le famiglie sono sotto pressione

26.01.16 - 16:33
Nuovi dettagli sulla vicenda che sta facendo il giro della Svizzera italiana. E ora i responsabili dell’archivio rischiano grosso.
Archivio Fotolia
Scatti osé su WhatsApp: le famiglie sono sotto pressione
Nuovi dettagli sulla vicenda che sta facendo il giro della Svizzera italiana. E ora i responsabili dell’archivio rischiano grosso.

LUGANO - Una quarantina di ragazzine ticinesi con il fiato sospeso. E un pugno di pseudo burloni che ora rischia grosso. Si fanno sempre più inquietanti i contorni dello scandalo sessuale su WhatsApp. Le centinaia di foto osé raccolte su DropBox e inviate a migliaia di utenti sono al vaglio della polizia cantonale, che sta cercando di risalire al responsabile di una trovata che ha leso la privacy di decine di persone e delle rispettive famiglie. “Sono in corso accertamenti, sui quali al momento non ci esprimiamo”, precisa l’ufficio stampa.

Circuito diabolico - Quello che si sa è che le autorità competenti stanno contattando i genitori delle giovani coinvolte. Il dettaglio trapela anche da alcune testimonianze pubblicate sui social network. Tra gli aspetti da chiarire, c’è l’età delle protagoniste. Così come è da capire il modo in cui ogni singola immagine sia finita nel diabolico circuito. Nel frattempo il link a DropBox, che raccoglie un’incredibile banca dati di immagini hot con tanto di nomi e cognomi, risulta inaccessibile.

Recidive - Alcune ragazze sembrano essere scivolate nell’elenco più per casualità che per altre ragioni. Tanto che le immagini legate ai loro nominativi sono semplici scatti ammiccanti scaricati dal profilo di Facebook. Su altre giovani, tuttavia, si alimentano ombre e dubbi. C’è chi non sarebbe nuova a situazioni del genere. Fonti informate raccontano di foto inviate spontaneamente, e in modo consapevole, a spasimanti e ammiratori da parte di alcune ragazze note per il loro alto livello di frivolezza.

La frittata - A colpire sono soprattutto le dichiarazioni di un 24enne di Lugano. “Quella ragazza ce l’ha per vizio - sostiene, mostrando le foto sul suo cellulare -. Guardate, queste immagini giravano già qualche tempo fa sulle chat di WhatsApp. Poi a un certo punto lei si è resa conto che stava diventando lo zimbello della regione e non è uscita di casa per settimane. Ma nel frattempo la frittata era fatta. Le immagini hanno proseguito il loro tour attraverso la rete. E ora sono su questa raccolta di DropBox”.

Generazione hot - Un’altra storia eloquente arriva dal liceo di Lugano 2. Ed è uno studente a raccontarla. “Solo negli ultimi due mesi - dice - ho ricevuto spontaneamente foto definibili pornografiche da ragazze che cercano di corteggiarmi senza successo, essendo io impegnato in una relazione. È inammissibile che si faccia passare il genere maschile come quello di un predatore pervertito. Sono forse io il lupo cattivo o il fattore scatenante? Il fatto è che le ragazzine del post 2000 si comportano in maniera identica a certi uomini, se non peggio”.

Un gioco da ragazzi - Intanto si ha sempre più la certezza che costruire un simile archivio osé non sia stato particolarmente difficile. “Molte immagini circolavano da mesi sulle chat di WhatsApp - fa notare un ragazzo di Locarno -. Erano state messe in circolazione da ex fidanzati o ex corteggiatori. È la comunità di WhatsApp ad avere costruito a poco a poco questo mostro. Finché qualcuno ha poi pensato di mettere assieme tutto il materiale e renderlo accessibile a tutti tramite DropBox”.

L’ipotesi - E c’è pure chi è pronto a giurare che alcune ragazze abbiano inviato immagini piccanti dietro compenso. Un’ipotesi, quest’ultima, che per ora non trova conferme concrete. Anche perché la polizia prosegue le sue indagini, mantenendo il massimo riserbo.

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