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STABIO
22.01.2016 - 15:150
Aggiornamento : 18:16

Fallito il Birrificio Ticinese. Niente più Birra San Martino? Forse no

Un grave dissesto finanziario ha messo in ginocchio il maggior produttore di birra ticinese: "Colpa dell'addio al cambio fisso franco-euro"

STABIO - Il più grande birrificio in Ticino ha chiuso i battenti. Un po' in sordina a dire il vero, ma il registro di commercio parla chiaro: la società Birrificio Ticinese SA è sciolta in seguito a fallimento pronunciato con decreto della Pretura del Distretto di Mendrisio dal 4 gennaio 2016. Insomma, niente più Birra San Martino? Parrebbe. Con la chiusura sono state lasciate a casa una decina di persone.

Ma cosa c'è dietro la fine di un'azienda che sembrava solida e che distribuiva in tutto il Cantone? "Sembrerebbe un grave dissesto finanziario, che non ha permesso loro di pagare più fornitori e dipendenti", ci spiegano dal Birrificio Sottobisio, che sarebbe stato contattato di recente per prendere visione, per l'eventuale acquisto, di "alcune attrezzature del birrificio di Stabio tenute in custodia". 

"Stipendi arretrati per mesi" - I grossi problemi economici ci vengono confermati anche da un ex dipendente (nome noto alla redazione), che nel birrificio aveva un ruolo importante, quello di birraio. "Che qualcosa non andava si è iniziato a capire dall'estate del 2015. Al telefono i fornitori lamentavano conti non pagati. Poi è toccato ai dipendenti. Per diversi mesi non abbiamo ricevuto gli stipendi se non qualche contentino qua e là, ma poca cosa per chi ha una famiglia da mantenere".

L'ex dipendente non nasconde di aver sofferto pesantemente la situazione: "Mi sono ammalato, sono andato in depressione. Nessuno ci faceva sapere niente, chiedevano impegno e straordinari, ma non si vedeva la luce fuori dal tunnel". Quindi la malattia, e il licenziamento. "Mi hanno lasciato a casa, e ora sono in disoccupazione. C'è una situazione legale ancora in corso quindi non posso dire di più. Ma, tutto sommato è andata meglio così. Mi sono liberato da un peso".

"Colpa dell'addio al cambio fisso franco-euro" - A fornirci delle spiegazioni sono alcuni azionisti. Le affermazioni dell'ex dipendente vengono qui smentite: "I dipendenti sono tutti coperti dalla cassa disoccupazione. L'ex birraio è stato licenziato per giusta causa. Ha danneggiato la produzione e abbiamo subito perdite per 90 mila franchi. Il suo incarto è in mano all'ufficio fallimenti". Una situazione delicata e che, ci viene confermato, è in mano agli avvocati.

La causa principale del tracollo improvviso del Birrificio viene attribuita però all'addio al cambio fisso franco-euro: "Negli ultimi anni il fatturato derivava per il 45% dalle esportazioni in Europa, e il resto dalla vendita in Svizzera - spiegano gli azionisti -. Dal 15 gennaio quel 45% si è dissolto nel nulla".

Inutili i tentativi di tenere in piedi l'azienda, evitando licenziamenti: "Fino alla fine si è cercato di salvare i posti di lavoro. Da agosto in poi abbiamo dapprima fatto ricorso al lavoro parziale, ma sempre nel tentativo di difendere i nostri dipendenti". L'idea era quella di riprendere le vendite in Europa: "Ma la crisi finanziaria è maturata in pochi mesi". Quindi il fallimento e la chiusura, anche se, in realtà, il Birrificio è ancora parzialmente aperto. "Ci è stato consentito di tenere aperta la produzione. Da quando siamo falliti abbiamo consegnato birre per 30/35mila franchi. Abbiamo finito tutte le birre in stock e oggi stiamo svuotando i fermentatori e finendo di di imbottigliare".

"Forse la Birra San Martino non morirà" - Il tutto con l'intento di salvare il marchio. "Avremmo danneggiato i creditori e distrutto il nome di questo birrificio. L'ufficio fallimenti, inoltre, non ha autorizzato a vendere impianti, quindi noi oggi non vendiamo niente se non le materia prime in scadenza. Cerchiamo, anzi, una cordata per salvare questa azienda e ce ne sono 4 interessate. Forse in futuro potrete continuare a gustare la Birra San Martino".

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