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RIVA SAN VITALE

Ròcul in fumo, "In mezz'ora distrutti 40 anni del nostro lavoro"

Lo sconforto di Domenico Pellegrini, uno dei creatori dell'area di svago fondata 40 anni fa: "Sono distrutto, ma ricominceremo a costruire". E poi i ricordi: "Quella volta, quando demolirono il "drago"...
Ròcul in fumo, "In mezz'ora distrutti 40 anni del nostro lavoro"
Tipress / Davide Agosta
Ròcul in fumo, "In mezz'ora distrutti 40 anni del nostro lavoro"
Lo sconforto di Domenico Pellegrini, uno dei creatori dell'area di svago fondata 40 anni fa: "Sono distrutto, ma ricominceremo a costruire". E poi i ricordi: "Quella volta, quando demolirono il "drago"...
RIVA SAN VITALE - E' stata una notte insonne per Domenico Pellegrini. Il "suo" Rocul è andato in fumo. "In mezz'ora sono andati distrutti 40 anni del nostro lavoro. Sono distrutto". L'incendio di ieri pomeriggio h...

RIVA SAN VITALE - E' stata una notte insonne per Domenico Pellegrini. Il "suo" Rocul è andato in fumo. "In mezz'ora sono andati distrutti 40 anni del nostro lavoro. Sono distrutto". L'incendio di ieri pomeriggio ha ridotto in cenere quella che è una vera e propria oasi di pace per molti abitanti del Mendrisiotto: "Non si è salvato niente. Il locale di riparo con i tavoli e il capannino con il nostro materiale è bruciato completamente".

I pompieri hanno impiegato più di quattro ore per aver la meglio sulle fiamme: "Hanno fatto un gran lavoro e hanno evitato che il fuoco si propagasse al bosco. Per fortuna pioveva, se fosse stata una giornata ventosa come oggi, chissà come sarebbe andata a finire".

Domenico Pellegrini è uno dei fondatori di quest'area ai piedi del San Giorgio attrezzata di grill, panchine, tavoli, locale di riparo e un piccolo parco giochi per i bambini. Quarant'anni fa, insieme al signor Locatelli e la maestra Albertina decisero di dedicarsi alla costruzione di un'area pubblica destinata ai giovani: "La capanna era dedicata a lei, la maestra Albertina. Una signora che amava i giovani e per i quali ha voluto la nascita di questo spazio pubblico, che ai tempi scarseggiavano. Fu il patriziato a concederci il terreno".

"Questo luogo lo scegliemmo proprio per la sua bellezza - continua Pellegrini - e decidemmo di renderlo accessibile a tutti proprio per permettere di trovare un posto dove poter divertirsi in modo sano e tranquillo e adatto alle scolaresche".

Sudore, tanto tempo libero e denaro. Tutto dedicato al Rocul: "Una cosa simile non era mai successa - racconta Pellegrini ripercorrendo la mente i ricordi che lo legano a quel luogo - Qualche vandalismo sì, nel corso degli anni, c'è stato, ma mai in queste dimensioni. Un anno, verso la metà degli anni 90, fu praticamente demolito un grande scivolo a forma di drago e mi chiedo ancora oggi come siano riusciti a spostarlo".

L'incendio che ha distrutto quella che Pellegrini chiama "una palestra a cielo aperto" però ha una gravità eccezionale. Il sospetto è quello del dolo. La velocità con cui si sono propagate le fiamme lasciano pensare alla mano dell'uomo. In paese ne sono sicuri e c'è chi parla, addirittura, di un atto che va oltre l'atto vandalico fine a se stesso: "Guardi, io non so proprio cosa pensare e di prove non ne abbiamo. Nemici in casa non ne abbiamo. E' vero che nelle ultime settimane, in due occasioni, abbiamo trovato i vetri delle finestre della baracca in frantumi e il locale dove teniamo le attrezzature e le bibite danneggiato".

Pellegrini, pensionato appassionato della montagna e impegnato in attività teatrali locali, non si arrende e guarda al futuro: "Oggi sono tornato sul Rocul. La polizia Scientifica ha fatto dei rilievi per le indagini. Ma abbiamo tutti voglia di ricominciare. Di ricostruire tutto. Mi ha fatto piacere poi, sentire la solidarietà di tanti in paese, sindaco compreso."

p.d'a.

Foto Tipress / Davide Agosta

Foto allegate: Rescue Media / Omi - Tipress / Davide Agosta

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